Sabato , 21 Settembre 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Vincenzo Donvito. Stati Uniti d’Europa: Per non vivacchiare… pensiamo europeo a partire dall’Esercito
16 Giugno 2019
 

Firenze – Per cercare di capire, proporre e articolare in materia Stati Uniti d’Europa,1 c’è un punto di partenza che, anche se magari non ce ne rendiamo conto, deve essere modificato per meglio comunicare: pensare europeo. È difficile perché sono ancora troppo pochi gli anni in cui all’interno dell’Europa non ci facciamo le guerre tra noi. E le contese in corso tra gli Stati europei, piuttosto che essere come quelle tra uno Stato ed un altro di un’Unione federale dove quest’ultima nell’ambito dei suoi poteri ha la parola finale, o come quelle (semplificando) tra una Regione (Italia) o un Dipartimento (Francia) o un Lander (Germania) e un altro, le contese tra Stati europei portano anche a tensioni diplomatiche… si pensi a tutte le vere e proprie fesserie pronunciate da alcuni componenti del governo italiano contro la Francia in questi ultimi mesi…

È difficile, ma dobbiamo impegnarci per cambiare se il nostro obiettivo non è solo la gestione dell’esistente ma la costruzione del futuro.

Pensare europeo significa che i nostri referenti non devono essere solo i nostri (italiani) europarlamentari o i nostri partiti attraverso i quali sono stati eletti, ma tutti gli eurodeputati e i gruppi politici che si formano all’interno del Parlamento di Strasburgo. Sono loro, e le istituzioni che ne scaturiranno il nostro riferimento, per rivendicazioni, idee, confronti, proposte e battaglie. Per quanto alcuni dei poteri dell’Unione non siano totalizzanti per l’amministrazione della nostra quotidianità. Caso per caso, dall’agricoltura alle telecomunicazioni, dalle libertà individuali ai diritti sanitari, dobbiamo pensare europeo. Difficile? Ribadiamo: sì! Soprattutto perché, per esempio, in tema di libertà individuali ci sono differenze e l’Italia talvolta non è detto che debba “apprendere” da altri Stati… alcune recenti leggi della Repubblica Ceca o di Polonia sono da brividi… o le norme in materia di prostituzione in tre Paesi come Italia, Olanda e Svezia sono tutto e il contrario dello stesso tutto: ipocrisia, legalizzazione, proibizionismo.

È un lungo e articolato percorso di crescita culturale ed istituzionale che dobbiamo affrontare. In un contesto in cui ci occorrono dei punti di riferimento su cui già “unirsi” per superare queste limitazioni, punti di riferimento che poi possano fare da apripista.

Uno molto importante riguarda la politica estera dell’Unione. Oggi è una sorta di fantasma in cui l’Alto commissario per la politica estera e la sicurezza pubblica fa la sua parte, e non potrebbe essere altrimenti vista l’assenza dell’Unione nei principali contesti internazionali in materia, primo fra tutti il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.2 Se pensiamo che l’Unione Europea è una potenza economica (pur rappresentando il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale) e che due dei suoi principali membri come Gran Bretagna (anche se sta al momento ”formalizzando” l’abbandono dell’Unione) e Francia fanno parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU... c’è qualcosa che non torna, politicamente, economicamente e praticamente. Non torna il fatto che l’Unione non abbia una sua “credibilità” istituzionale e politica per essere considerata al pari di altre potenze ritenute fondamentali per la sicurezza nel Pianeta (pur con tutti i limiti che questo significa rispetto alle funzioni ONU).

Questa mancanza nasce da un dato di fatto: la non-esistenza di un esercito europeo e il conseguente appiattimento dell’Ue alla politica di Difesa degli Stati Uniti d’America.

Proprio oggi, l’ex-ambasciatore Sergio Romano, sul quotidiano Corriere della Sera, scrivendo sugli armamenti degli Usa, conclude: «Non credo che all’Unione Europea convenga affidare le proprie esigenze militari ad aziende che sono così strettamente legate agli interessi, spesso molto discutibili (ndr: Arabia Saudita), di una grande potenza». Un argomentare che mette il punto su una serie di “imbarazzi” che l’Ue deve subire proprio per il suo appiattimento in materia sugli Usa.

In estrema sintesi. Visto che al momento di eserciti ne abbiamo ancora bisogno (e per fortuna la coscrizione obbligatoria è una rarità), sarebbe bene che questo bisogno fosse adeguato alle reali e potenziali esigenze. Certo, non abbiamo bisogno di difendere i confini dell’Unione, così come non abbiamo bisogno di difendere quelli dell’Italia. Ma la funzione dell’esercito nello scenario internazionale ha ancora una sua valenza, quantomeno per contenere e scoraggiare quei Paesi che credono ancora di potersi affermare con la potenza militare (le guerre in corso, ne sono drammatico esempio) o quei gruppi di fanatici che espletano la loro politica con assassinio e violenza.

Se il pensare europeo potesse anche perfezionarsi dalla creazione di questo esercito… e la ovvia conseguenza del venir meno dei poteri degli Stati in materia, sarebbe un passo avanti. Molto importante. E noi crediamo che nell’Unione che è venuta e verrà fuori dopo l’ultima tornata elettorale di maggio scorso, numeri e prospettive in tal senso ci possano essere. Auspichiamo che i gruppi maggioritari che comunque governeranno Parlamento e Unione (popolari, liberaldemocratici, socialdemocratici, verdi), proprio in virtù di quel “pensare europeo” da cui siamo partiti in questa riflessione, capiscano l’importanza anche di là del fatto specifico e se ne facciano carico.

 

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

 

 

1 Li si chiami come si confà maggiormente ad ognuno. L’importante è, almeno allo stato dei fatti (primordiali sul soggetto), capirci: stiamo parlando del perfezionamento della nostra Unione e, per semplificare e farsi meglio capire, torna più facile il paragone coi più famosi Stati Uniti federali, quelli americani… Che poi ci sarebbero quelli messicani, quelli australiani, quelli indiani…

2 Che è composto da cinque membri permanenti (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Usa) e dieci membri non permanenti eletti in rappresentanza dei Paesi membri dell’ONU.


Articoli correlati

  Stati Uniti d'Europa. Pensare europeo
  Carlo Forin. Cives europei estote
  Schuman day, Giornata dell'Europa. A Sondrio, mercoledì 9 maggio
  Sondrio. “L’Europa e i Corridoi Umanitari”
  Stati Uniti d'Europa. Iniziamo con il libero mercato. Lettera a Sassoli
  Rosario Amico Roxas. Per gli Stati Uniti d’Europa
  Carlo Forin. Migranti, l’Italia, sempre più sola, deve pretendere la cittadinanza europea
  Sondrio. Verso le elezioni europee
  +Europa. Liste transfrontaliere alle prossime elezioni Ue
  Roberto Malini. I morti e le stelle
  Vincenzo Donvito. Stati Uniti d'Europa: Ceta e Ue. C'è più di qualcosa che non funziona
  Carlo Forin. Che l’Europa svolti sui suoi cittadini
  Lidia Menapace. Cittadina europea di nazionalità italiana
  Morbegno e Sondrio. “La mia piazza è l'Europa”
  Marcia per l'Europa, a Milano sabato 12 maggio
  Davvero sono i popoli che non vogliono gli Stati Uniti d'Europa?
  Lidia Menapace. Primarie PD: quali prospettive?
  Carlo Forin. “Posso aspirare a una carta d'identità europea?”
  Vogliamo gli Stati Uniti d’Europa!
  Carlo Forin. Migranti: l'ira del Papa
  Un'Europa a due velocità per fare la Difesa comune?
  Olivier Dupuis. L’Europa delle monetine
  L’irriverente degli Stati Uniti d’Europa. Dimmi cosa fai e saprò chi sei
  Guido Monti. Sandro Gozi e la cittadinanza... europea
  Carlo Forin. Allargare l’anima europea
  Sondrio si prepara alla Convention delle forze democratiche ed europeiste
  Pietro Yates Moretti. Tutta colpa dell'Europa?
  Sondrio. Genocidio in Siria e il silenzio delle coscienze
  Mfe, Sondrio. Verso il 25 marzo, per l'Europa
  Guido Monti. Celebrazione del 60° anniversario dei trattati di Roma
  Carlo Forin. Che cosa è urgente per l’Europa?
  Guido Monti. Quale federalismo?
  Vincenzo Donvito. Il potere e la forza dell’euro
  MFE. A Morbegno nel nome di Vedovelli
  Vincenzo Donvito. Riflessioni di un patriota alla vigilia del 20 Settembre
  Stati Uniti d'Europa. Elezioni olandesi: un caso interessante
  Lidia Menapace. Autonomie ed Europa
  Guido Monti. È di nuovo l'ora di una Resistenza europea
  Sondrio. Oltre l'Unione europea, verso gli Stati uniti d'Europa
  Giovedì 14 a Morbegno con l’europarlamentare Danti
  Pietro Moretti. Mediazione civile: eliminare l'obbligo dell'avvocato
  Federica Mogherini, alta rappresentanza internazionale e cittadinanza Ue
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.7%
NO
 24.3%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy