La mia attività in parola poetica, il nome Alivento ed ogni altra cosa ad esso legata si spengono qui. Chiedo scusa a Claudio di Scalzo, ad Antonella Pizzo, allo Staff di Ibridamenti, ad Erminia Passannanti per l’abbandono rispettivamente delle rubriche “In versi d’amore” e “Discorso amoroso”, “Senza meta”, “Voglia di Poesia”, e del filone di immagini “Forme” che avrei tanto voluto sviluppare per Erodiade.
Chiedo perdono ai miei amici, a coloro che nel loro cuore si sono sentiti miei amici senza che io neanche lo sapessi, a chiunque per qualunque ragione possa provare delusione, dispiacere, rammarico a causa di questa mia decisione. Sono serena per gli indifferenti e per coloro che forse la desideravano. Per me inspiegabilmente. Eppure avendo percepito anche questo, mi rallegro per loro. Per non aver alcun desiderio di resistere verso, per una scelta d’intuito che è questo il tempo giusto, è giunto il mio tempo di finire. Semplicemente. Non desidero andare avanti, desidero invece dare sostanza ancora una volta alla mia scelta d’inconsistenza. Tornare al luogo da cui sono nata, come un fiume nell’alveo e poi alle origini del suo ghiacciaio. Tornare per passi indietro nell’ombra, dove mi (ri)trovo. Lì dov’ero quando sono arrivata. Pagliuzza nella sabbia, polvere di seme che il vento ha seminato.
Alivento diventa piuma senza web. L’addio.
Nota di Claudio Di Scalzo
Avete letto il comunicato d’addio alla sua presenza nel web di Alivento. Titolato "Vacuità eterna". L'ho ripreso dal suo sito: Vibrando d'espianto. È un coraggio che invidio. Ma ho un nome e cognome e un volto inciso sul web, la responsabilità di un giornale e non posso imitarla. Scelta la sua fin dall’inizio in assoluta controtendenza per l’assoluto della maschera in via di nascondimento. Questo in tempi di esposizione anche ipertrofica di poeti riproducenti i vizi italici di intellettualismo e mestieri vari in carriera. Alivento ha collaborato con Tellusfolio dal 13 marzo 2007 proponendo, credo, la sua produzione più organica: 9 Discorsi amorosi, e un’antologia In versi d’amore composta di 6 parti che ora, fortunatamente, sono patrimonio dei lettori navigatori. Tellusfolio ospita la sua unica antologia poetica da lei curata in Telluserra: “La poesia di Alivento" con una autopresentazione, dopo che, con una fermezza che rispettai, rifiutò la nota critica di un “amico” critico perché ritenuta sbagliata e offensiva per lei poetessa che non ambiva ad alcuna presenza nel parnaso dei poeti da web o da carta basata sui soliti distinguo professorali. Per questo spessore umano intuito da me dietro la maschera ho pubblicato nell’annuario Tellus 29 “Febbre d’amore. Da Stendhal al Web” l'antologia da lei curata “In versi d’amore” dove un poeta contemporaneo sceglie un classico e ne commenta la scelta (Erminia Passannanti: Shakespeare; Iole Toini: Zanzotto; Francesco De Girolamo: Celan; Giacomo Cerrai: Catullo; Antonio Fiori: Neruda, Aragon, Kavafis, Wilcock, Raboni) e anche per sigillare su carta stampata (nel luglio 2008) su di un annuario che va su e giù dalla carta al web il suo talento.
Avrei continuato a pubblicare sull'annuario Tellus In versi d’amore. Ma con Maria Pia Ciancio questa esperienza innovativa finisce. E io che insegno al superiore so quanto gli studenti l’apprezzino in contrasto con le solite antologie. Ringrazio Alivento a nome anche di questi studenti che ora sono impegnati contro il Decreto Gelmini. Ci sono altre antologie ricavate dal web, ma sono i soliti noti, il solito circolo di amici degli amici con annessa solita celebrazione delle virtù critiche, soltanto TELLUS pubblica autori come Alivento: senza nome, senza carriera, senza la sicurezza che continuino a scrivere e che sicuramente non fanno vendere i volumi stampati essendo con pseudonimo fuori dal giro. Ricevetti da Alivento, prima della pubblicazione, una breve scheggia per la sezione Notizie biografiche che ripubblico:
Alivento: Di lei non si sa quasi nulla se non che scrive poesie. Dal 2003 pubblica in web sotto pseudonimo. Per sua scelta rimane voce senza corpo senza spazio, presenza inconsistenza.
Ti saluto, Alivento, da qui, mi tolgo il cappello che porta, spero, una piuma alla Cyrano sulla tesa, e ti bacio. Se sei donna avvertirò il velluto delle gote se sei un uomo l’ispida barba.
discalzo@alice.it