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Bruno Ciapponi Landi: Valtellina-Valchiavenna e Grigioni. 1859-1997 (1). Rapporti dalla fine dell'800 al II Dopoguerra.
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14 Giugno 2007
 

Valtellina-Valchiavenna
e Grigioni.
1859-1997

Indagine sui rapporti culturali fra il Cantone dei Grigioni, la Valtellina e le ex contee di Bormio e Chiavenna a cura di Bruno Ciapponi Landi

Museo Etnografico Tiranese, Ricerche - n. 3 (1997)

 

Sommario

Gli spontanei e sporadici “rapporti” dalla fine dell'Ottocento al Secondo Dopoguerra (1859-1945)

Il lento avvio di una nuova fase nei rapporti fra le “due Rezie”

I rapporti si intensificano. Iniziano gli incontri a livello istituzionale fra l'Amministrazione provinciale e il Governo cantonale

Altri scritti non citati in bibliografia

 

Sigle utilizzate

-per i periodici:

AdG= Almanacco dei Grigioni, Poschiavo

ASL= Archivio Storico Lombardo, Milano

BSSV= Bollettino della Società Storica Valtellinese, Sondrio

CdV= Corriere della Valtellina, Sondrio

CeV= Centro valle, Sondrio

EdV= Eco delle valli, Sondrio

IG= Il giorno, Milano

IGI= Il Grigioni Italiano, Poschiavo

IGT= Il giornale tiranese, Tirano

ILV= Il lavoratore valtellinese, Sondrio

L'A= L'Adda, Tirano

L'AR= L'alpe retica, Chiavenna

L'O= L'ordine, Como

LdV= Lunario della Valchiavenna

LS= La scarìza, Poschiavo

LV= La Valtellina, Sondrio

Lvdb= Le vie del bene, Morbegno

LvdV= La voce della Valchiavenna, Chiavenna

NBPS= Notiziario della Banca Popolare di Sondrio, Sondrio

PV= Pagine Valtellinesi, Sondrio

QG= Quaderni Grigionitaliani, Poschiavo

QV= Quaderni valtellinesi, Sondrio

RAC= Rivista archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como, Como

Reps= Rassegna Economica della provincia di Sondrio, Sondrio

SDC= Il settimanale della diocesi di Como, Como

SV= Società Valtellinese, Sondrio

-altre sigle:

PGI= Pro Grigioni Italiano, Coira

C.C.I.A.A= Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato

(s.i.)= senza indicazioni

TSI= Televisione della Svizzera Italiana, Lugano

 

 

Gli spontanei e sporadici “rapporti”
dalla fine dell'Ottocento al Secondo Dopoguerra

 

1859

La Valtellina e gli ex contadi di Bormio e di Chiavenna entrano a far parte, con la Lombardia, del regno di Vittorio Emanuele II, primo atto verso l'unione al Regno d'Italia (che sarà proclamato due anni dopo). La costituzione formale della nuova provincia e l'insediamento dei suoi organi ha luogo per mezzo del governatore  Luigi Torelli, il patriota tiranese che durante le Cinque giornate di Milano issò il tricolore sul Duomo e che durante le lotte risorgimentali dovette porsi in salvo dalla polizia austriaca riparando in Svizzera, nella vicina Valle di Poschiavo.

 

1863

Francesco Romegialli (figlio dello storico e storiografo a sua volta) inizia la pubblicazione a puntale sul periodico La Valtellina del racconto “Clemente Marca di Valle Mesocco” che due anni dopo raccoglierà in un volumetto.

Il Marca fu l'ultimo governatore grigione della Valtellina. In carica da dieci giorni fu “congedato” dal Consiglio di valle dopo l'adesione alla Cisalpina sancita da Napoleone con il decreto di Passariano del 10 ottobre 1797.

 

F. Romegialli, Clemente Marca. Rimembranze storiche, Sondrio, 1865.

Marca Clemente Maria, Rapporto del Governatore Clemente Maria a Marca [sugli ultimi giorni del dominio grigione in Valtellina...] in QG n. 1-1969

 

1882

La Società Operaia di Tirano organizza una “Festa operaia” alla quale prende parte anche una rappresentanza della Società Operaia di Poschiavo. LV 1.7.1882

 

1891

Il poeta Giovanni Bertacchi, appena ventenne, compone la lirica “All'Elvezia” in occasione del VI centenario della Confederazione.

 

M. Borsa, Giovanni Bertacchi negli anni giovanili, Varese, La tipografica ed., 1943

 

Il poeta Giovanni Bertacchi coglie l' occasione del VI centenario della Confederazione Elvetica per valorizzare la fratellanza retica che diverrà uno dei suoi temi ricorrenti. «Il confine è a dieci chilometri da Chiavenna; al di là sono i Grigioni, la cui storia si fonde nei secoli più di una volta con quella della Valtellina; al di là si stende la Valbregaglia» - scrive Mario Borsa (Varese, 1943, p. 17-18) - «Spesso il giovane Bertacchi era al di là o per visite ad amici  o per gite o per feste e un giorno al Popolo di Valbregaglia dedicava una delle sue prime canzoni, Elvezia, che fu stampata e diffusa allora per la celebrazione delle origini della Confederazione».

Salute Elvezia! è il titolo dell'editoriale del 6 agosto del periodico chiavennasco L'Alpe Retica, di cui Bertacchi si occupava in quegli anni. Alla luce dei successivi sviluppi dei rapporti culturali fra le valli dell'antica Rezia questi scritti appaiono l'inizio di una fase nuova nei rapporti culturali fra l'attuale provincia di Sondrio e i Grigioni. La fedeltà del poeta al tema della “fratellanza retica” (che sperimenterà di persona quando si rifugerà esule volontario in Valbregaglia dopo i moti sociali di Milano del 1898) durerà tutta la vita e influenzerà anche l'azione successiva di persone come Luigi Festorazzi. Significativa la testimonianza che ci viene a questo proposito dalla sua produzione poetica: scorrendo i titoli delle diverse raccolte: “Elvezia!” “La Via Mala”, “Il Reno”, nel Canzoniere delle Alpi (1895); “Nella Grotta del Morterasch” in Poemetti lirici (1898); “Kursaal”, “La volta rupestre”, in Liriche Umane (1903); “Nella bianca vallata”, in Le malie del passato (1905); “Inverno al Maoja”, “In morte di Giovanni Segantini”, “Dal varco dello Spluga”, “La nube del Muretto”, in Alle sorgenti (1906);Lungo i laghi dell'Engadina”, “Morendo il settembre”, “Nella pineta di Nietzsche”, “Le fragole della Splügenstrasse”, “La rotta sullo Spluga”, “Presso la chiesa riformata di Suffers”, in A fior di silenzio (1912); “Il casolare della Schafberg”, Engadina deserta in Riflessi di orizzonti (1921) e l'“Inno allo Spluga” fra le poesie varie.

 

Scritti di Giovanni Bertacchi sull'argomento:

Il VI centenario della fondazione della Repubblica federale svizzera, in L'AR 30.7.1891 (pp. 1 e 2) [?]

Salute Elvezia! in L'AR 6.8.1891

La festa della libertà nella Confederazione Svizzera, in L'AR 6.8.1891

M. Borsa, Giovanni Bettacchi negli anni giovanili, La tipografica ed., Varese 1943

Giovanni Bertacchi, Poesie, Comitato per l'opera omnia, Lecco 1964

 

1892 - 1897

La fine del secolo è caratterizzata da numerose occasioni di contatto testimoniate anche dagli incontri delle bande musicali segnalati dalla stampa. Nel 1892 le bande di Poschiavo e di Brusio partecipano al raduno dei corpi bandistici dell'Alta Valtellina che si svolge a Tirano per iniziativa della banda di Madonna (L'AR 29.9.1892). L'anno seguente le stesse società prendono parte al raduno di Ponte Valtellina (LV 30.9.1893). Nel 1895 la banda di Poschiavo interviene alla festa musicale che si tiene a Grosotto (LV 21.9.1895) mentre alla festa che si tiene a Poschiavo nel 1896 prendono parte le filarmoniche di Tirano, Madonna, Bormio, Villa, Bianzone, Ponte Valtellina e Brusio (LV 19.11.1896). Le bande di Poschiavo e di Brusio prendono parte anche al raduno bandistico che si tiene a Tirano nel 1897 in cui i gruppi presenti suonano tutti insieme una marcia appositamente scritta dal maestro Angelino (ILV 18 settembre 1897).

 

1908

Per l'inaugurazione del 1° tronco della Ferrovia del Bernina il 5.7.1908 il convoglio, che reca a bordo la «rappresentanza municipale locale con la Musica Cittadina e la Fanfara degli Alpini», è accolto alla stazione di Brusio «dall'Inno di Garibaldi suonato con deferente pensiero dalla Banda» locale (L'A 9.7.1908).

 

1912

In agosto il ministro valtellinese Luigi Credaro si reca in visita ai nostri emigranti in  Engadina. La riunione si tiene al Kurhaus di St. Moritz dove giungono circa 300 convalligiani. Intervengono il sig. Vido e il dr. Dino Mazza dell'Ufficio Provinciale del Lavoro e dell'Emigrazione di Tirano, il prof. Ratti e infine il ministro Credaro che l'indomani si reca in visita all'ospedale di Samaden dove sono ricoverati 5 operai valtellinesi infortunati sul lavoro (LV 17.8.1912).

 

1921

Nasce a Sondrio la Società Storica Valtellinese che nel 1921 pubblica il suo primo bollettino sociale. Alla guida del sodalizio saranno chiamati dapprima il filologo Pio Rajna poi lo storico del diritto Enrico Besta quindi don Egidio Pedrotti al quale succederanno i cattedratici Renzo Sertoli Salis e Albino Garzetti e l'attuale presidente Laura Meli Bassi. Gli studi storici sono stati a lungo un ambito privilegiato, benché limitato dal numero degli interessati e dagli argomenti non sempre pacifici, di rapporti culturali fra le due Rezie.

 

1926

Giustino Renato Orsini inizia la pubblicazione a puntate su Il popolo valtellinese della sua traduzione dal tedesco delle parti riguardanti la Valtellina e la Valchiavenna della Raetia di Giovanni Guler von Weineck (Zurigo, 1616), che nel 1959 verrà ripubblicata dalla C.C.I.A.A. sulla Rassegna economica.

 

G. Guler von Weineck, Raetia, Zurigo 1616. Descrizione della Valtellina. Introduzione e traduzione di G.R. Orsini, in IPV (dal dicembre 1926 al febbraio 1928)

 

1937

Antonio Giussani, autore di numerosi scritti di storia e arte valtellinese, pubblica “La difesa dell'italianità nella Valtellina secentesca e settecentesca” in Atti e memorie del primo congresso storico lombardo (Como-Varese, maggio 1936), Cordani, Milano 1937.

 

1941

La Società Storica Valtellinese pubblica a Milano dall'editore Giuffré il terzo volume della sua Collana di studi storici sulla Valtellina dedicato a “Paganino Gaudenzio letterato grigionese del '600”. L'autore è il poschiavino Felice Menghini poeta e parroco del borgo natale.

 

F. Menghini, Paganino Gaudenzio letterato grigionese del '600, Giuffré, Milano 1941

 

1943-1945

L'ospitale neutralità della Svizzera (dove già avevano trovato asilo molti perseguitati politici e per ragioni razziali), si rivela provvidenziale dopo la caduta del fascismo e lo sbandamento dell'8 settembre, per molti valtellinesi e valchiavennaschi che vi trovano rifugio (fra essi il poeta e letterato antifascista tiranese Balilla Pinchetti, amico del Bertacchi). A questo proposito va anche ricordata l'azione provvida di Paolo Arcari, in cattedra a Friburgo, che consentirà a molti studenti universitari di proseguire gli studi interrotti. Fra loro c'era anche il giovane chiavennasco Luigi Festorazzi che diverrà il più attivo e convinto promotore dei locali rapporti italo-svizzeri.

 

Il professor Luigi Festorazzi, docente di lettere, preside, pubblico amministratore, pubblicista e studioso di sto­ria locale è forse la personalità della provincia di Sondrio più attiva “sul campo”, in questa metà del secolo, sul fronte della promozione dei rapporti con il vicino Grigioni. La sua attività spazia dal giornalismo agli studi storici, dalla scuola alla politica, dai legami di amicizia all'impegno istituzio­nale negli Enti, in particolare quale consigliere provinciale. La sua qualificata e leale collaborazione con il giovane assessore alla cul­tura Guido Visini e l'amicizia  instaurata fra loro, malgrado la diversità dello schieramento politico, costituiscono le premesse che produrranno nel 1977 l'iniziativa della ripresa, a 180 anni dal distacco, dei rapporti tra la Provincia di Sondrio e il Governo dei Grigioni. Appena tornato dall'internamento in Svizzera Festorazzi era stato tra i fondatori a Chiavenna (con Olimpia Aureggi, Eros Persenico e altri) del­l'Associazione d'amicizia italo-svizzera. Continuò poi a operare in questa prospettiva anche all'interno dell'Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro e del Centro di studi storici valchiavennaschi che aveva contri­buito a fondare; della  Società Storica Valtellinese e della Fondazione Pro Valtellina, di cui fu consigliere; della Fondazione Museo Paradiso e della Società Democratica Operaja di Mutuo Soccorso di Chiavenna che presiedette e in altre istituzioni di cui fece parte, in particolare il Comune e la Comunità Montana di Chiavenna. Fautore convinto del traforo dello Spluga si impegnò attivamente per promuoverne la realizzazione favorendo la nascita di comitati, promuovendo commissioni istituzionali e un'azione puntuale e costante di informazione attraverso la stampa locale, conferenze e dibattiti, al di qua e al di là del confine. La sua azione, che lo vide collaborare attivamente anche con la Pro Grigioni Italiano ed altri sodalizi grigionesi, contribuì in modo determinante alla formazione di una "cultura" favorevole all'incremento dei rapporti fra le "genti dell'antica Rezia".

 

Scritti del prof. Luigi Festorazzi sull'argomento:

La Valle S.Giacomo e le Tre Leghe Grigie, in CdV 4.4.1959 e QG n.3-aprile 1959

La statua mutilata del conte Pietro de Salis ricorda ai Chiavennaschi la loro storia interessante e travagliata, in CdV 19.9.1959

I Grigioni stanno riconquistando a quintini la “calda” Valtellina che persero nel 1797, in CdV 28.11.1959 (Traduce e commenta l'articolo “Un quintino di Valtellina” pubblicato in Der freie Räiter, Coira 20.6.1959)

Circa il  tramonto composto e tranquillo del governo grigione nel Contado di Chiavenna (1797), in QG, n. 3, 1961, pp. 177-186 e in Effeta, Sondrio, n. 1, febbraio 1961.

Il tramonto del governo grigione in Valchiavenna e in Valtellina nel 1797, in Clavenna, I ,1962,

 pp. 29-56 (Traduce e commenta il “Diario del Giugno 1797” di J. P. Marchion)

Sulla ferrovia dello Spluga, Reps n. 12, 1963, p. 9 [Negli anni successivi, dedicherà all'argomento numerosi interventi su periodici locali (Resp n. 12, 1966; n. 1, 1971; n. 1, 1975; n. 1 e n. 6, 1976; n. 3, 1977; n. 2, 1978; n. 1, 1989 e altri).]

La lunga vicenda dei debiti fatti per i ricorsi contro i Grigioni, in Clavenna III, 1964, p. 167-179

Il Cantone dei Grigioni favorevole all'istituzione di un'agenzia consolare svizzera in Sondrio, Reps, n. 7, 1964, p. 24

La Valtellina e i contadi di Chiavenna e di Bormio ieri e oggi, in Terra Grischuna, agosto 1964

Regesti degli archivi della Val Bregaglia, in Reps n. 2, 1965, p. 16

Come Chiavenna tentò di ripartire fra i Comuni della Valchiavenna i debiti contratti per i ricorsi   contro i grigioni, in Clavenna, V, 1966, p. 211-23

Gli scavi di Piuro Antica ed una perizia geologica, in Clavenna, a. IX, 1970, p. 39-47 [con H. Lüthy]

Un carme latino di Paganino Gaudenzio in lode di Chiavenna, in Clavenna, IX, 1970, p. 121 [traduz.]

L'italiano e gli italiani in Svizzera, EdV 19.2.1974

Il carteggio Knüsel-Aepli. L'ultimo tentativo della Svizzera per riacquistare i territori dell'attuale   provincia di Sondrio (1866), in NBPS, n. 7, aprile 1975, p. 36-39

La singolare contestazione dell'ultimo commissario grigione di Chiavenna, AdG, 1977, pp. 100-102

Dopo quasi due secoli una delegazione valtellinese e valchiavennasca ricevuta ufficialmente alla "Casa Grigia" di Coira, EdV 1.11.1977 e ILV 2.11.1977

Sempre più cordiali i rapporti odierni [con i Grigioni], in EdV 9.5.1978

Storia e cultura nella Valle Bregaglia italiana, in NBPS, n. 19, aprile 1979, p. 16-23

Mercati e traffici a Chiavenna e in Bregaglia, in Reps n.3, 1980, p. 42

Studi svizzeri su argomenti interessanti la provincia di Sondrio, con particolare riguardo alla Val chiavenna. Origine preromana e romana della Viamala. Emigranti valtellinesi e valchiavennaschi nel 1500 e 1600, in Reps n. 5, 1980, p. 32

La Val San Giacomo e Villa di Chiavenna: ultimi sfortunati membri dello Stato delle Tre Leghe, in AdG 1981, pp. 181-185.

Bilancio finale delle settimane Valtellinesi a Coira: Ideelles plus-Materielles minus, EdV 30.6.1981

L'azione di Enrico Pestalozzi a favore della Valtellina e Valchiavenna nel 1790, in AdG, 1982

La Rezia inquieta del Seicento, EdV 23.3.1982

Le dure asserzioni del deputato valtellinese Diego Guicciardi al congresso di Vienna, in QG n. 3, '82

La famiglia de Giacomi: dalla Calanca a Chiavenna, in QG, n. 4, 1982

Le relazioni fra Chiavennaschi e Bregagliotti nella storia, in Reps, n. 4, 1982

Famiglie grigioni a Chiavenna. I de Giacomi abili commercianti e amministratori, EdV 21.9.1982

Valchiavenna e Val Bregaglia rapporti di ieri e problemi di oggi, SDC 4.12.1982

Una eco a Chiavenna dei drammatici fatti del 1797 a Poschiavo, in AdG 1983

La fedeltà di Villa di Chiavenna alle Tre Leghe Grigie, in AdG 1983

Contributo del Governo dei Grigioni ai restauri del palazzo Pretorio di Chiavenna, in EdV 8.11.1983

Il Passo del Settimo: splendore i importanza di un tempo, in Reps, n. 6, 1984, p. 45

Discriminazioni dei chiavennaschi verso Villa e Valle S. Giacomo rimaste fedeli ai Grigioni (1797), in QG n. 4, ottobre 1984

Diario di un internato in Svizzera, Lvdv, settembre 1987

La scomparsa di Rinaldo Boldini. Uno storico grigione amico della Valchiavenna, EdV 6.10.1987

Il partito Pro-Grigione in Chiavenna e Valtellina dopo l'annessione alla Repubblica Cisalpina, in AdG 1990, Poschiavo 1989, p. 96-98

Le illusioni dei valtellinesi e dei valchiavennaschi spente dal realismo di Napoleone, LdV, 1990

Un dono di perenne gratitudine dei Chiavennaschi alla Chiesa di Mesocco, Lvdv, luglio 1991

Appunti dalla Rezia transalpina, in Reps n.4, 1994 pp.46-47

 

Bruno Capponi Landi

(1 – segue)


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