Il nuovo annuario TELLUS, l’emblematico numero 30, a dicembre nelle librerie di riferimento Feltrinelli, e disponibile in abbonamento per i lettori-navigatori di Tellusfolio e i collaboratori, è il più illustrato di sempre, 120 illustrazioni dialogano con i racconti, le poesie, la musica, le prose liriche, i diari, i poemi. Dai dipinti per Swift ad Alice Pagès avatar, dall’illuminista Voltaire all’Homo Selvadego di Sacco in Valtellina, dalla Berlino del Settecento alla Valtellina di Giovanni Bertacchi, dalle immagini mitteleuropee per la musica curata da Sara Pozzato ai castelli di paese, di Vecchiano e Ripafratta (quello la cui vendita ai lucchesi costò al conte Ugolino la morte per fame con i figli), dai dipinti in lettere imbustati verso amori impossibili che hanno Fragonard-Haydn come francobollo ai sentimentali acquarelli di Carlotta Zanobini, poi le inquietanti statue velate di Corradini in cerca di Margherita Stein, e il grande Rembrandt che vecchio e malato pensa alla sua Saskia e dipinge enigmatici semicerchi, e la melodrammatica Aglaia che si sceglie fondali di teatro per il suo palco di scrittura; e Karoline Knabberchen che trascrive lo sguardo del pittore nazareno Fohr. Una gioia per gli occhi un limone per i cuori inquieti. Senza dimenticare il fumetto, protagonista a suo modo dell’Annuario: che dialoga come letteratura disegnata con i classici. Il pennello di Battaglia, Dino Battaglia, il maestro che seppe con una vignetta ricreare il mondo di Hoffmann e Rilke illustra L’Orco Insabbia (il racconto dal quale Freud ricavò il perturbante per la sua psicoanalisi sull’isterismo) e il Cavaliere Cristoforo Rilke.
Qui di seguito per i lettori-navigatori alcuni degli incipit:
DALL’ANNUARIO “NOMI PER 4 STAGIONI”
“Una modesta proposta” di Jonathan Switf
E' cosa ben triste, per quanti passano per questa grande citta o viaggiano per il nostro Paese, vedere le strade, sia in città, sia fuori, e le porte delle capanne, affollate di donne che domandano l’elemosina seguite da tre, quattro o sei bambini tutti vestiti di stracci, e che importunano così i passanti. Queste madri, invece di avere la possibilità di lavorare e di guadagnarsi onestamente da vivere, sono costrette a passare tutto il loro tempo andando in giro ad elemosinare il pane per i loro infelici bambini, i quali, una volta cresciuti, diventano ladri per mancanza di lavoro, o lasciano il loro amato Paese natio per andarsene a combattere per il pretendente al trono di Spagna, o per offrirsi in vendita ai Barbados. Penso che tutti i partiti siano d’accordo sul fatto che tutti questi bambini, in quantità enorme, che si vedono in braccio o sulla schiena o alle calcagna della madre e spesso del padre, costituiscono un serio motivo di lamentela, in aggiunta a tanti altri, nelle attuali deplorevoli condizioni di questo Regno; e, quindi, chiunque sapesse trovare un metodo onesto, facile e poco costoso, atto a rendere questi bambini parte sana ed utile della comunità, acquisterebbe tali meriti presso l’intera società, che gli verrebbe innalzato un monumento come salvatore del paese. (…)
“Micromegas” di Voltaire
In uno dei pianeti che girano intorno alla stella chiamata Sirio c’era un giovane di molto spirito, che ho avuto l’onore di conoscere durante il suo ultimo viaggio sul nostro piccolo formicaio: si chiamava Micromegas, nome convenientissimo a tutti i grandi. Era alto otto leghe, e per otto leghe intendo ventiquattromila passi geometrici di cinque piedi ognuno. (…)
“L’Orco Insabbia” di E.T.A. Hoffmann
Lo studente Nathanael scriveva un giorno al suo amico Lotario la seguente lettera: “Dovete certamente essere tutti inquieti per il mio lungo silenzio. La mamma, a ragione, mi terra il broncio e Clara pensera forse che io faccia qui la vita del gaudente e che abbia interamente dimenticato la mia dolce amica. Ma non e cosi; ogni giorno, ogni ora penso invece a voi tutti e durante i piu bei sogni mi par di vedere la cara figura della mia buona Claretta che mi sorride, con i suoi chiari occhi, cosi soavemente come quando io venivo a visitarvi. (…)
“Il povero musicante” di Franz Grillparzer
A Vienna, nella domenica dopo il plenilunio di luglio di ogni anno e nei giorni seguenti, si celebra una vera e propria festa popolare, se mai festa popolare ha meritato questo nome. Il popolo la da e vi partecipa esso stesso; ed anche se vi appaiono delle persone distinte, queste possono farlo in quanto appartengono al popolo. Li non c’è nessuna possibilità di distinzione; almeno fino a pochi anni fa non ce n’era. In quel giorno la Brigittenau, insieme all’Augarten, alla Leopoldstadt e al Prater, celebra la sua sagra, formando cosi un’ininterrotta serie di luoghi dove regnano la gioia e il divertimento. (…)
La canzone d’amore e di morte dell’alfiere Cristoforo Rilke di Rainer Maria Rilke
Cavalcare, cavalcare, cavalcare.
Tutto il giorno, anche la notte e il giorno dopo ancora.
Cavalcare, cavalcare, cavalcare.
Il cuore e oppresso e smisurata la nostalgia!
Non un profilo di un monte. Non un albero. Niente che si elevi
a mezz’aria. Capanne straniere appiattite, tese verso sorgenti inaridite.
Non una torre... e il paesaggio uguale sempre... (…)
Per ricevere comodamente a casa l’annuario Tellus 30: “Narrazioni per 4 stagioni. Dall’Illuminismo a Internet-Tellusfolio”, 266 pagine, 140 illustrazioni, Euro 17,50, (abbonamento € 15,00) rivolgersi a Labos Editrice labos@retesi.it