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Emmanuela Bertucci. Decreto vaccini fra pro vax, no vax e free vax
22 Luglio 2017
 

Firenze – Più passano i giorni, più sembra plausibile che il decreto vaccini non verrà convertito, fosse anche solo per una questione di tempi. Mi direte: il Senato è stato destato dalle istanze dei “vaccini gratis” (free vax), dai timori che fosse tutto un inciucio con big pharma e dal risveglio di coscienza partito dal basso: cittadini che hanno fatto comprendere alla politica quanto pericolosi siano i vaccini, quanto estesi siano i danni che causano.

Vi dirò, sta vincendo chi urla e strepita. O meglio sta vincendo, ancora una volta, il timore di perdere consenso.

Dove sono i pro vax? A casa, come me, come tanti. Convinti che i parlamentari avrebbero difeso il diritto dei bambini che non possono vaccinarsi ad avere la tutela della loro collettività; che l'idea del complotto mondiale dell'intera comunità scientifica contro l'umanità stessa era una baggianata; che la memoria corta dei genitori di oggi, nati quando vaiolo e poliomielite erano poco meno di un racconto (un po' come i racconti della prigionia in tempo di guerra del nonno barboso), non avrebbe avuto la meglio. E invece, giorno dopo giorno, seduta dopo seduta, la difesa dei progressi della ricerca sta venendo meno. L'argine cede.

E nessuno è riuscito finora a distogliermi dall'idea che, in fondo in fondo, nella testa di ogni persona che indossa una maglietta arancione ci sia un retropensiero. Non rischio sulla pelle di mio figlio, ma vorrei che fosse protetto dagli altri, dall'effetto gregge.

Una meschina pretesa che tutto avvenga nel giardino del vicino.

Perché se i “vaccini gratis” avessero il mondo che chiedono, moriremmo o subiremmo danni irreversibili a causa di malattie che possiamo debellare, abbiamo quasi debellato.

Perché non ci credo che chi lotta contro i vaccini obbligatori li farebbe se non fossero tali. Perché non hanno vaccinato finora e non lo faranno domani. E se lo faranno “con i tempi giusti”, “non tutti insieme”, “non così presto”, potrebbe comunque essere troppo tardi. E se lo faranno “solo quando sarà possibile fare seri esami prevaccinali” probabilmente non lo faranno mai (i nostri pronipoti, chissà...).

E nessuno mi leva dalla testa che quei parlamentari che oggi si sentono “risvegliati” siano in malafede. E miopi perché, anche volendo seguire le loro logiche, i numeri di elettori pro vax sono molto più alti dei vaccini gratis.

Non auguro ai vaccini gratis un mondo senza vaccini, ma se il decreto non passa, farò gli esami necessari per capire quali vaccini dovrei fare o richiamare, perché ho paura del delirio che mi circonda, non solo in senso sanitario.

(Non sono mai stata d'accordo con l'attività del governo Renzi/Gentiloni, ma in quest'ultimo mese, fra ius soli e decreto vaccini, confesso che avevo iniziato a guardarli in modo diverso).

 

Emmanuela Bertucci, legale Aduc


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