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Alberto Figliolia. Alti e bassi per Cantù al Campionato 
Congiuntura sfavorevole per il basket italiano, ma...
31 Gennaio 2015
 

Tempo di derby e tempo di record. Cantù e Varese si sono incrociate lunedì 26 gennaio per l'ennesima sfida della loro gloriosa storia. Come ormai si sa, l'hanno spuntata, 91-83, i brianzoli che in fondo non hanno mai rischiato di smarrire questa partita verso le rive di quelli della Città-giardino. E il suo DeQuan Jones, ala di 203 cm x 100 kg, ex Orlando Magic nella NBA, ha compilato un bell'8/8 da 2, 3/3 da 3 e 1/1 dalla lunetta, per 26 punti totali e 36 di valutazione (nel computo anche 7 rimbalzi tirati giù, 1 stoppata assestata e 5 assist smazzati). Una prestazione, come detto, record nei confronti della malcapitata Varese pozzecchiana (la Mosca Atomica non ha potuto replicare la baldanzosa esultanza del match di andata quando a spuntarla erano stati i figliocci di Ossola-Morse-Meneghin). DeQuan (nome assai curioso, come talora capita ai meravigliosi afroamericani) è un giocatore di talento atletico più che considerevole, ma sta dimostrando non poche frecce al suo arco anche dal punto di vista tecnico. Gli è mancata un po' di continuità nel corso della stagione, ma il cestista c'è tutto e le potenzialità sono enormi, con non pochi margini di miglioramento ancora. Chissà se a fine stagione resterà sui colli di Cantù? Intanto con lui e le sue performances, sotto la guida di un allenatore sapiente forgiatore, si sogna di rinverdire i fasti internazionali del club che fu di Marzorati.

Cantù con questo successo sale a 14 punti in questa strana stagione di alti e bassi, fra partite buttate via e gare di sorprendente levatura, come l'ultima vinta in ottica Eurocup contro il Limoges (già capace di vincere in passato Coppa dei Campioni, unica francese di sempre, Coppa delle Coppe e Coppa Korac), con un Johnson-Odom finalmente all'altezza delle aspettative. Un successo che per l'appunto ha rimesso in carreggiata sul fronte continentale i ragazzi di Pino Sacripanti. Tutto ciò mentre a Milano si verifica l'esatto opposto: dominio sui parquet nostrani e grandi, grandi, grandi stenti in Eurolega. Cremona massacrata nell'ultimo turno di campionato e Olimpia battuta, e anche un po' sbattuta, nella massima competizione del vecchio continente. Nelle ultime... sconfitta casalinga contro il Fenerbahce, 71-82, patendo assai contro i lunghi – dalla stazza del barbuto Savas alla dinamicità di Nemanja Bjelica, uno che dai suoi 209 cm sa far tutto (palleggio in transizione compreso), e alla dirompenza di Jan Vesely (Samardo Samuels spesso a spasso confuso...) – di Coach Obradovic, l'otto volte dominatore dell'Eurolega, e poi, fuori, contro il Laboral Kutxa Vitoria. Mai in partita, anche nella penisola iberica, i giocatori di Luca Banchi, che nel dopo partita ha intonato un mea culpa su alcuni limiti di aggressività e motivazione palesati nella circostanza. L'impressione è che i milanesi, almeno in Europa, fossero più consistenti l'anno scorso quando se l'erano giocata anche per accedere alle Final Four gettando al vento un'occasione fantastica, quasi irripetibile, contro il Maccabi Tel Aviv, che poi avrebbe vinto la più prestigiosa manifestazione d'Europa.

Che lo status del basket italiano oggi non sia al top è un'opinione condivisa da molti. Però, però... Invero la Nazionale azzurra non è poi così derelitta e con ogni probabilità lo dimostrerà ai prossimi Europei, soprattutto se avrà i suoi giocatori NBA, in primis il campione in carica Belinelli da San Antonio. Gli americani e gli stranieri che popolano il nostro torneo non sono poi così scarsi, sebbene più votati alla cultura dell'1 contro 1 che a quella del gioco di squadra. La congiuntura economico-sportiva pare sfavorevole, ma così pareva anche nel 2003, quando invece la squadra nazionale allora allenata da Recalcati conquistò un insperato bronzo e l'anno dopo un magico argento alle Olimpiadi di Atene 2004, strapazzando in amichevole persino i superbi e burbanzosi maestri americani, complici i “tiri ignoranti” di Gianluca Basile, che ha da poco compiuto i quarant'anni e ancora gioca nella massima serie. Auguri, campione! Che altri sappiano seguire il tuo solco di abnegazione, impegno, altruismo (oltre, ça va sans dire, alla tua classe senza pari).

 

Alberto Figliolia


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