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Fabiano Alborghetti trova Alessandra Conte  
Cercando l’oro della poesia 39
Alessandra Conte
Alessandra Conte 
06 Giugno 2010
 

Cercando l’oro della poesia prosegue e arriva ai margini dell’estate.

Come sempre, la scansione che guida la scelta dell’anno 2010 è così articolata:

La prima: voci poetiche di sole poete.

La seconda: il gemellaggio con la rubrica “La voce di Gwen” in onda ogni Lunedì alle ore 20.00 su Radio Gwendalyn, poi disponibile in Podcast.

La terza: l’autrice invitata, oltre ad offrire propri testi, porterà in apertura delle poesie di un autore/autrice particolarmente caro o vicino, spiegando in poche righe il perché di questa vicinanza.

 

 

La nostra autrice per Giugno 2010 è Alessandra Conte con testi tratti dall’edito Breviario di Novembre e diversi inediti.

Seguirà poi la puntata dedicata per la rubrica LA VOCE DI GWEN, per Radio Gwendalyn di Chiasso.

 

 

LA POESIA A ME VICINO

 

The King (di Mark Strand)

 

I went to the middle of the room and called out,

I know you’re here,” then noticed him in the corner,

looking tiny in his jeweled crown and his cape

with ermine trim. “I have lost my desire to rule,”

he said. “My kingdom is empty except for you,

and all you do is ask for me.” “But Your Majesty-“

Don’t ‘Your Majesty’ me,” he said, and tilted his head

to one side and closed his eyes. “There,” he whispered,

that’s more like it”, and he entered his dream

like a mouse vanishing into its hole.

 

 

La scrittura del Breviario ha avuto una nascita che ha del misterioso, e una serie di circostanze mi ha favorita nella stesura. Questa poesia mi ricorda alcune delle coincidenze che hanno accompagnato il libro: alla fine della sua stesura mi sono imbattuta in Man and Camel di Mark Strand, trovando che “The King” avesse moltissimo in comune con il personaggio che traspare dal Breviario.

La rileggevo spesso, affascinata, pensando che mai avrei ascoltato questa poesia letta dall’autore canadese che vive a New York.

Nel giro di due settimane, straordinariamente, Mark Strand era a Dueville (il paesino dove risiedo) invitato ad una deviazione dal giro in Nord Italia che stava facendo!

 

 

 

LA POESIA DI ALESSANDRA CONTE

 

 

Da Breviario di Novembre (Rimini, Raffaelli Editore, 2009)

 

 

*

La suora bambola chiama

nel suo letto di noce che sale

con le pareti che si perdono

ancora più in alto, dove i rondoni

gridano e circondano di voli

i morti, fatti di scritture

e guano seccato.

I muri di Galugnano esalano

foglie di tabacco e voci

di donna grossa,

che gioca a domino con le lupe

e vince, e ha già perso.

 

 

*

Canto alla madonna dei tagli alle dita,

che non esca il sangue per niente,

e ogni taglio e ogni morso

non sia invalso, ma trovi ora e sempre

nelle nostre vite un posto e un dolore apposito,

che spieghi l’opaco degli occhi e tutti

i codici di avviamento postale.

Fa’ che la cicatrice al dito medio

della mano sinistra rimanga tale e quale,

ancorata al suo tempo.

 

 

*

Sporgiti signore dal balcone

del corpo, donami un crepuscolo

che sia degno di questo nome,

e che io lo possa sapere.

Fammi affacciare, signore, da quel balcone,

e concedi la grazia di farmi lanciare

monete il più lontano possibile,

lungi da me le cinquanta lire,

e che il lancio non sfibri il braccio.

Dammi parole cifrate, ma le più

chiare possibile, per costruire

la mia teogonia.

 

 

*

dio testuggine dio porcospino dio puma, gatto,

dio animale, bestia che sputa che maledice

sugli uteri protesi in alfabeto morse, signore

delle chiavi perse e delle risposte sbagliate

fammi trovare i libri, miei per diritto,

e che anzi essi trovino me, e si aprano

alle pagine segnate, le più consunte.

 

 

*

A te volgo lo sguardo,

o signore dai polsi rotti,

che cadi e t’inabissi

a farti male. Ti guardo

con occhi da supplice

e pregandoti ti bendo

le braccia. Ti fascio forte,

dio piccolo,

mosca senza un’ala.

 

 

*

Madonna pietosa del viso lindo restituisci

la carta d’identità a chi l’ha perduta sfaldata

nello specchio da pulire con alcool e giornali

vecchi, dove le parole si bagnano in opere

e omissioni e si confondono nell’orecchio

che le sente. Madonna cerca la pietà e l’integrità

del viso per sorriderci, bambini certificati

tra calci e proteste ed evita lo sgambetto.

Fotografa tu la nostra giornata in ore e preghiere.

Ricomponi l’enigma e aiutaci pronunciando

il nostro nome. dona a noi la pace.

 

 

*

Un soldo,

per aggiungere tempo al tempo

e dare il modo ai verbi sciolti.

Un soldo sotto la lingua

e sperare l’assoluto.

Un soldo a decantare

i sali del reflusso.

 

Là dove le mani non arrivano

si deformino i verbi e i nomi

si bagnino i contorni di nero china.

Da dove la voce non esce

si sfibri il laccio.

 

E il traghetto ondeggia

tra un braccio e un altro

intravisto solo come orizzonte.

 

 

 

Inediti

 

 

I

È la balena spiaggiata la moglie giovane

                                                  ventre bianco

è la moglie giovane

la balena spiaggiata              pancia molle

ammarrata con le gambe aperte

sghembe

 

e come canta e canta

il cigno mentre gli crolla il tetto,

e l’ippocastano a spingere più in là,

al prima di ogni anno, la malattia

 

 

II

sposa di carta, la tua,

velina inzuppata sotto la torta

di alghe e pioggia di miso

 

sposa di carta           pancia molle

come galleggia a gambe sghembe

a vita fetale

 

 

III

Dorme, non dorme

la matrissima cagna madre

e la donna col pacco

 

dorme, non dorme

con le cagne azziccuse

 

litigheranno a denti fuori in pezzi e pezzi

 

 

IV

Dorme, non dorme e canta e canta:

sposina zuppa, balenottera piena

dorme e non dorme e canta e canta

you bleeding woman

 

 

V

Nella volta celeste del palato

parole figlie, carne e pane azzimo

cielo stellato tra i denti mandorle

scivolose sulla lingua e limpido

il canto della volta, della mattina;

 

risveglio raso senza memorie

 

 

 

Alessandra Conte è nata a Vicenza nel 1978. È diplomata in Pianoforte e in Didattica della musica al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.

È finalista e vincitrice di concorsi poetici nazionali e ha partecipato a numerosi reading, non ultimo, nel 2010 alla rassegna “Dire Poesia” di Vicenza.

Sue poesie sono state pubblicate in antologie edite da LietoColle, da PoesiaFestival di Modena, FaraEditore e in numerosi blog e riviste.

Con la raccolta Polittico è presente nell’antologia Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a Nord-Est, edita da Fara Editore.

Ha pubblicato nel 2009 la sua opera prima, Breviario di novembre (Raffaelli Editore), premio Guido Gozzano nello stesso anno. Nel 2010 è finalista al premio Camaiore - Opera Prima nonché premiato al concorso B. Manfredi.

 

 

Fabiano Alborghetti


Foto allegate

 
 
 
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