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Alfredo Mazzoni. L'ultracentenaria latteria “ai Butàa” 
Quattro parole con il signor Luciano e il Dino Papini
Luciano Bottà, segretario-tesoriere, e Dino Papini, presidente della Latteria Bottà di Morbegno
Luciano Bottà, segretario-tesoriere, e Dino Papini, presidente della Latteria Bottà di Morbegno 
31 Luglio 2013
 

Signor Luciano! Caro Dino!

...Su di sopra, ho trovato la copia di una vecchia foto dei soci che fondarono la Latteria Bottà nel lontanissimo 1909. E mi chiedevo quanto latte e quanto formaggio fosse stato prodotto in questa vecchissima costruzione adibita a stabilimento caseario. Sapere che, prima di me, vi hanno lavorato anche casari di Albaredo, professionisti conosciuti personalmente, parenti e amici, mi riempe di orgoglio. Mai avrei immaginato di chiudere la mia carriera casearia qui, ai Butàa. Vi farò alcune domande; potete rispondere entrambi e ciascuno, liberamente. A questa intervista sono abbinate un paio di iniziative: la signora Lucia Gianoli (sue le foto del servizio) che produce dvd, realizzerà un documento visivo che io definisco remembering. Un termine inventato da me che sta a significare ricordo e memoria storica; naturalmente sulla Latteria ed i suoi ...attori quotidiani. Un dvd che potremmo anche magari mettere in commercio con la collaborazione della cooperativa Labos. In autunno poi organizzeremo una degustazione del nostro formaggio e un vino dei Cèch prodotto dalla signora Luciana Marchetti alla Valletta di Traona (il suo vino, di solito è quello che bevo io). …Senza dimenticare la stagione d'alpeggio, il Bitto, la ricotta, la transumanza, le capre, i pastori..., perché da anni la signora Lucia collabora con il sottoscritto per la realizzazione di documenti visivi nel settore agricolo, sul territorio e per la raccolta di immagini di un mondo in via di ...estinzione.

 

Partiamo subito con una... leggenda: è vero che il cognome Bottà, ha l'accento finale per distinguerlo dai Botta che erano di ceto più basso?

Prova a chiedere al Sandro Ciapponi, che lui la sa, questa storia.

Sandro?

L'è vera: i Bottà erano i ricchi e i Botta i puerét.

Potremmo dire (certo che se guardiamo la vecchia foto...) così anche per la Latteria Bottà?

La Latteria ha preso il nome dalla Via Bottà. ...Sperèm che i síess stàa i puerét, perchè se i-èra i sciuur!!! Guardando la foto, naturalmente...

Luciano! Vi ricordate quanti soci e conferenti eravate ai... bei tempi?

Dai libri contabili risultano: 60 soci nel 1912; 86 nel 1932; 30 nel 1977. Ora siamo rimasti in quattro.

Dino! Però non si molla, vero? ...Anche perché io vorrei raggiungere la pensione qui...

Se l'è per quèl, anca me! Se la salüt la giüga. 'Na desèna d'an amò, e po 'n mola...

Tanti anni fa i conferenti non soci venivano chiamatiaggregatie avevano un supplemento di spese per conferire il latte... e non potevano nemmeno partecipare alla cena sociale della Latteria...

Essere socio della latteria comportava almeno qualche vantaggio...

Si stava uniti per... “fame“; e le “guerre” erano all'ordine del giorno: per il siero, per il peso del formaggio o del latte, per il latte di burro che si portava a casa per il maiale...

Oggi si potrebbe chiamare solidarietà?

L'esist piö, ognün 'l varda 'l 'nteress...

Signor Luciano, da quanti anni è il 'contabile' della Latteria?

Nel 1962 sono entrato come cassiere e dal 1964 sono Segretario/cassiere.

Ne ha visti di Casari, e di Presidenti, allora? Si ricorda qualche nome?

Ricordo qualche casaro: Alfredo Luchina, Alessio Tarabini, Vittorino Borromini di Buglio, dal 1976 al 1988 Mario Mazzoni di Albaredo, poi suo figlio Artemio. Ora suo nipote Alfredo. Prima di te c'era il Cristian Spini.

Com'è cambiato il settore lattiero-caseario nella vostra piccola realtà?

È migliorato qualitativamente il prodotto, certamente con l'appoggio degli organi di controllo e di personale qualificato...

Si ricorda qualche conferente di gentil sesso?

Dai registri risultano alcuni nomi: nel '32 Giuseppina Zaffetti, Domenica Croce, che risulta ancora socia nel 1941...

(Non) per fare i conti in tasca alla Latteria... Quanto latte lavorate? Per stare a galla, quanti quintali di latte abbisogna mensilmente la Latteria?

Non meno di 180/200 quintali al mese.

Vi ricordate qualche personaggio caratteristico o rimasto famoso che rimarrà nella storia della Latteria dei Bottà?

...Erminio?

C'era stato un casaro di nome Pietro Ciapponi che ritornato dall'America… scoprì che la moglie era diventata un po' viscola... Allora comprò una pistola... 'N quai la fo fò, la copi... Diventato vecchio, murò l'arma nell'angolo del muro della latteria e si dice che sia ancora lì...

Luciano: Mi fai ricordare le vivaci discussioni tra i soci, specialmente quelle tra Alfredo Luchina e Andrea Luchina rimarranno nella storia della latteria.

Io già scrivo malissimo e ci vedo pure poco... Come fa, lei così preciso e pignolo, ad interpretare i nostri (anche di altri casari) geroglifici?

Anca me, senza ugiàa ghe vedi miia...

Tante persone si affacciano alla finestra della latteria... Nel '42 sèri chi a fa 'l casinèe; quanta legna u purtàa sö de sura! Se i pesava i sidèi del lacc!, miia cume adèss che i-è de plastica...

Tu, Dino, non hai mai lavorato in latteria?

Una volta ch'el s'èra scutàa l'Iseo Mazzoni, casèe de Albaree... La maténa, per 'n invèrnu, prema de 'ndà a scöla, vegnivi 'n lateria a riceef 'l lacc.

Da quanti anni sei presidente?

Da 'na ventèna, 'l me paar.

Ci puoi fare un bilancio dell'annata casearia che volge oramai al termine e le prospettive future generali della Latteria?

Come dicevo... parlèm 'n italiaa va... Cerchiamo di tenere duro ancora per qualche anno, sempre che non ci si ammali, che il formaggio sia buono e venga conferito latte a sufficienza per far quadrare i conti. O no, Luciano?

Per forza!conclude il Luciano con un sorriso... tra il malizioso e il furbo...

 

Alfredo Mazzoni

(“Dal calecc al computer” - 'l Gazetin, giugno 2013)


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