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Roma. Taxi abusivi a stazione Termini 
Il Sottosegertario di Stato per la difesa risponde all'interpellanza sul caso denunciato da Poretti e Concia
26 Ottobre 2012
 

Svolgimento di interpellanze
e di interrogazioni

(stenografico seduta del Senato, 25 ottobre)

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca lo svolgimento di un’interpellanza e di un’interrogazione. Sarà svolta per prima l’interpellanza 2-00470 su una vicenda legata all’esercizio abusivo della professione di tassista. Ha facoltà di parlare la senatrice Poretti per illustrare tale interpellanza.

 

PORETTI (PD). Signora Presidente, la vicenda che sto per illustrare, prendendomi i miei tempi, ha davvero un che di ordinario, di straordinario e di paradossale.

È inutile che io mi soffermi su una cosa che tutti sanno, e cioè che quando si scende da un treno alla stazione di Roma Termini e si va a prendere un autobus – come solitamente io faccio – o un taxi, si viene comunque intercettati da tassisti abusivi che offrono il loro servizio. A me capita alla stazione di Roma Termini, perché è quella che utilizzo tutte le settimane, ma mi si racconta che avviene ugualmente all’aeroporto di Roma come a quello di Milano: non parliamo quindi – purtroppo – di nulla di straordinario, come invece dovrebbe essere.

Forse la straordinarietà di questa vicenda sta nel fatto che, quando poi uno va a fare la denuncia a chi di dovere, è il denunciante ad essere trattato come criminale, anziché riconoscere come criminale il comportamento che si è andati a denunciare.

È toccato a me in prima persona e all’onorevole Concia, che eravamo scese dallo stesso treno, rimanere bloccate in una situazione che, lo ripeto, dovrebbe essere straordinaria e che mi auguro costituisca davvero un caso unico. È accaduto, in particolare, che un rappresentante dello Stato – in questo caso un carabiniere – abbia trattato altri rappresentanti dello Stato – nel caso specifico me e l’onorevole Concia, una senatrice e una deputata – con modi e termini che forse possono essere adatti ad un bar, ma che probabilmente non si addicono alle rispettive funzioni, nell’esercizio delle quali ciascuno dovrebbe utilizzare termini e modi un po’ più adeguati al ruolo che si riveste.

Ci tengo a ricordare quello che è successo e poi ascolterò con piacere cosa è accaduto dopo questa denuncia: il 22 maggio di quest’anno, alle ore 10,50, io e l’onorevole Paola Concia, uscendo dalla stazione di Roma Termini, piazzale dei Cinquecento, dove – come tutti sapete – ci sono le fermate degli autobus e quelle dei taxi, siamo state “assalite” dalle solite richieste, dalle purtroppo note offerte e profferte dei tassisti abusivi. Come al solito, abbiamo risposto (io perlomeno, ma la stessa cosa vale per l’onorevole Concia) che era bene che non insistessero, che non continuassero a fare le loro offerte, altrimenti li avremmo denunciati.

Il caso è stato che effettivamente, proprio nel marciapiede all’uscita della stazione, tra la coda delle persone che erano in attesa dei taxi, fosse parcheggiata una macchina dei Carabinieri con un carabiniere in servizio. Così, ci siamo rivolte al carabiniere in questione segnalando proprio la presenza di questi tassisti abusivi; gli abbiamo indicato con il dito le persone fisiche, e abbiamo denunciato l’attività illecita che in quel momento si stava consumando.

Il carabiniere ha risposto con le seguenti testuali parole: «Non ci sono tassisti abusivi, io non ne vedo. Se volete fare una denuncia andate a farla in caserma».

Siamo rimaste ovviamente esterrefatte, abbiamo fatto presente che non aveva senso andare in caserma ma, visto che lui era in servizio e gli stavamo indicando i tassisti abusivi, forse era il caso che prendesse atto lui di quella denuncia che stavamo facendo, in maniera tale da individuare anche le persone che noi in quel momento stavamo denunciando. Il carabiniere ha insistito che, secondo lui, non c’erano tassisti abusivi, lui non li vedeva, e che alla stazione di Roma non ci sono tassisti abusivi.

I tassisti nel frattempo si sono dileguati tra la folla che ovviamente si stava radunando intorno a noi e noi, per parte nostra, abbiamo sicuramente iniziato (io per prima mi autodenuncio) non ad alzare la voce, ma ad insistere anche con un tono di voce alto che la situazione era paradossale. A quel punto il carabiniere, infastidito da questa nostra insistenza, ci ha chiesto di fornirgli i documenti per poter essere noi identificate. Gli abbiamo fornito – forse è quello che non dovevamo fare – i tesserini parlamentari, ma sempre nell’ottica di una collaborazione tra istituzioni (lo dico sinceramente, mai mi sognerei di dire: lei non sa con chi parla, guardi che io sono una senatrice; non ci conosciamo personalmente, ma le assicuro che è lungi da me quell’atteggiamento), proprio per sottolineare che non volevamo dare fastidio, ma che eravamo delle parlamentari che volevano collaborare. Invece, forse sarebbe stato meglio dargli la carta d’identità e andare fino in fondo ad una vicenda che è toccata a me, che in questo momento sono senatrice, ma che poteva toccare a qualsiasi cittadino italiano.

Abbiamo dato quindi il tesserino del Senato della Repubblica, per quanto mi riguarda, e della Camera dei deputati, per quanto riguarda l’onorevole Concia, e in questa fase, in cui non si riusciva a capire per quale motivo il carabiniere stava chiedendo a noi i documenti e non interveniva, invece, per cercare di avere i documenti delle persone che noi stavamo indicando come tassisti abusivi, lo stesso carabiniere ha chiamato i suoi superiori. Nel frattempo abbiamo chiesto chi fosse lui, che si identificasse, che ci desse un codice o una matricola, ma non è stato possibile.

A questo punto sono arrivati due carabinieri e poi un maresciallo; abbiamo chiesto quanto meno di riavere i documenti (ma non era nostra intenzione andare via, certo non ci volevamo dare alla fuga), però questi documenti continuavano ad essere trattenuti senza che ne fosse fatto alcun uso. Alla fine, su richiesta nostra e del maresciallo, i nostri estremi, tra cui anche la residenza, sono stati trascritti su un foglio e ci sono stati restituiti i documenti. Anche a due passanti sono stati richiesti gli stessi dati e, alle reiterate richieste di fornire il nominativo del carabiniere in questione, né il carabiniere né i superiori ci hanno dato alcuna soddisfazione e, pertanto, non siamo riusciti ad identificarlo. Altro errore da noi compiuto, peccando di ingenuità, è stato di non chiamare la Polizia: avremmo potuto creare un caso, ma così non è stato. Peccato di ingenuità.

La situazione è apparsa paradossale fin dalla prima risposta del carabiniere che, dopo aver visto i documenti e in seguito all’arrivo degli altri carabinieri, ha cercato di dare una versione diversa, affermando che non erano le due parlamentari a dover fare la denuncia in caserma, ma che sarebbe stato lui a portare in caserma i tassisti abusivi: posizione insostenibile, visto che in precedenza aveva negato l’esistenza dei tassisti abusivi e che nel frattempo molti di loro se ne erano andati e non potevano quindi essere portati da nessuna parte. Gli è stato fatto notare che i tassisti in questione non c’erano più, e di fronte al mio atteggiamento ironico – ma era un’ironia dettata dall’amarezza – ha addirittura chiesto ad uno di questi personaggi che continuavano a ronzarci intorno, e che noi avevamo identificato come tassisti abusivi, di essere suo testimone contro un atteggiamento provocatorio che avrei avuto nei suoi confronti insistendo sulla denuncia.

Nel frattempo l’onorevole Concia preannunciava che, arrivata alla Camera, si sarebbe rivolta alla Polizia. Forse sarebbe stato meglio non preannunciare questa intenzione, ci saremmo risparmiate un altro brutto episodio. Uno dei carabinieri sopraggiunti in un secondo momento, in divisa, ha infatti replicato: “Fate pure, tanto voi siete la casta”.

Dopo una ventina di minuti siamo riuscite a riavere i nostri documenti e, preso un autobus, siamo giunte io al Senato e l’onorevole Concia alla Camera.

Credo che la vicenda si commenti da sé. Prendendo il treno tutte le settimane ho notato che nel frattempo, da maggio ad oggi, la situazione è in parte cambiata. La settimana successiva all’episodio riportava la macchina dei Carabinieri è stata sostituita da un furgoncino, presente tutt’oggi, come constato ogni martedì quando arrivo alla stazione. Dopo quell’episodio non c’era ombra di tassisti abusivi, o quanto meno a me non si rivolgeva nessuno, ma, passate le prime settimane, i tassisti abusivi che in precedenza si trovavano in coda alla fila dei taxi si sono spostati più avanti, non visibili dal furgoncino dei Carabinieri.

Mi fermo qui in attesa della risposta del Sottosegretario.

 

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere all’interpellanza testé svolta.

 

MILONE, sottosegretario di Stato per la difesa. Signora Presidente, il Comando provinciale carabinieri di Roma, in attuazione del «2° Patto per Roma Sicura», ha rafforzato nell’area della stazione Termini, sin dall’estate del 2008, l’azione di prevenzione e di contrasto alla criminalità, nonché alle varie forme di abusivismo e di disturbo delle persone, attuando un dispositivo di controllo del territorio, composto da una stazione mobile e da pattuglie, con l’impiego giornaliero di 18 unità.

Tale dispositivo integra l’attività svolta dal Nucleo carabinieri Roma Scalo Termini, che assicura l’espletamento dei servizi istituzionali all’interno della stazione ferroviaria, tra i quali la ricezione del pubblico e delle denunce.

In particolare, nei primi cinque mesi dell’anno in corso, il menzionato Nucleo ha tratto in arresto 73 persone, denunciato in stato di libertà altre 84, nonché elevato 106 sanzioni amministrative (57 per vendita ambulante senza la prescritta autorizzazione, 42 per l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore e 7 per l’esercizio di servizio di trasporto persone a pagamento senza la prescritta licenza).

Quanto, invece, allo specifico episodio richiamato dalla senatrice Poretti, si fa presente che: il 22 maggio 2012, alle ore 10.45 circa, l’Appuntato scelto C. S., nello svolgimento del servizio di stazione mobile in piazza dei Cinquecento – unitamente ad altri due militari, non presenti in quanto impegnati nel pattugliamento dell’area – è stato avvicinato dall’onorevole Concia e dalla senatrice Poretti, le quali, senza qualificarsi, hanno segnalato la presenza di tassisti abusivi nell’area antistante la stazione ferroviaria. Il graduato ha risposto di non aver notato quanto evidenziato dalle parlamentari e di non potersi, comunque, allontanare dal mezzo, chiedendo loro di indicargli esattamente i responsabili o di recarsi presso gli uffici del vicino Nucleo carabinieri.

A seguito delle insistenze, ha chiesto l’intervento della pattuglia e ha invitato le interlocutrici ad esibire i documenti d’identificazione. Le parlamentari si sono qualificate, mostrando il tesserino e criticando esplicitamente il comportamento del militare. Poco dopo, sono sopraggiunti i due componenti della pattuglia e un maresciallo del Nucleo carabinieri Scalo Termini, i quali, completate le procedure di identificazione, hanno riconsegnato i documenti alle parlamentari, che si sono allontanate. Nella circostanza, l’onorevole Concia ha preannunciato la presentazione di una denuncia alla Polizia di Stato presso la Camera dei deputati.

Della vicenda è stata informata l’autorità giudiziaria, alla quale sono state trasmesse anche le testimonianze di alcune persone presenti ai fatti.

 

PORETTI (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PORETTI (PD). Signora Presidente, ringrazio il Sottosegretario per la sua risposta. Di solito si deve replicare dichiarandosi o no soddisfatti: è evidente che non mi posso dichiarare soddisfatta. Il Sottosegretario ha raccontato quanto ha riferito il carabiniere, che cerca di dare la sua versione, che purtroppo non è così lontana da quella che vi ho raccontato io.

Il problema è che esistono dei tassisti abusivi. Se lei mi dice che solo sette – sette – sono stati denunciati nei primi cinque mesi dell’anno, c’è qualcosa che non funziona, perché sette li vediamo ogni volta che scendiamo da un treno. Se sette sono stati denunciati, temo che questa situazione vada rivista. I carabinieri probabilmente non ce la fanno perché sono pochi e chi sta da solo non può spostarsi dalla macchina. Il risultato allora resta lo stesso: di fronte a dei carabinieri, alla luce del sole, offrendo i loro servigi davanti a tutti, c’è l’esercizio abusivo di un’attività. Quindi, davanti alle forze dell’ordine si compie un’attività illegale.

Da tutto questo, ovviamente, ricevono un danno i tassisti che, invece, in maniera seria esercitano il loro lavoro, nel rispetto della legge e pagando le tasse, a fronte di una concorrenza illecita fatta da chi esercita abusivamente la stessa professione.

A ciò si aggiunge il danno all’immagine di una città che in questo caso è Roma, ma potrebbe anche essere Milano; quando infatti sbarca un turista subito gli viene mostrata l’immagine peggiore di un Paese in cui, tranquillamente, alla luce del sole, si commette un’azione illegale non solo davanti a tutti, ma anche davanti alle forze dell’ordine che dovrebbero reprimere tali comportamenti.

Va poi da sé che ricevono un danno gli utenti che in qualche modo sono coinvolti nell’esercizio di un’attività abusiva. Purtroppo, però, anche se non vorrei dirlo e non voglio essere offensiva, sembra che ci sia, nei fatti obbligata probabilmente dalle poche forze disponibili, una connivenza che comunque si manifesta. Infatti, dalla presenza di carabinieri e di tassisti abusivi nello stesso luogo e a portata di voce, di udito e di vista, scaturisce l’immagine della connivenza. Non sarà così, mi auguro che non sia così, ma l’immagine è sicuramente questa.

Del resto, questo è il ritratto di un’Italia che viene condannata quotidianamente in sede di Unione europea per il mancato rispetto delle leggi. Va da sé che poi ciò si riflette, a scalare, anche nei piccoli episodi di cronaca come questo. Nelle tante e-mail che ho ricevuto dopo la denuncia di questi fatti da parte dei tassisti “per bene”, delle cooperative di taxi, degli utenti, dei sindacati, si conferma che la situazione è quella riportata e si dice: almeno voi fate qualcosa.

Purtroppo, devo prendere atto che neanche noi siamo in grado di fare qualcosa. Abbiamo fatto la denuncia e il Sottosegretario ha ricordato – ed è questo un dato di autodenuncia – che solo sette tassisti abusivi sono stati intercettati alla stazione Termini di Roma, quando sette sanzioni potrebbero corrispondere a ciò che si potrebbe fare in un’ora di attività di prevenzione del crimine.

Lascio agli atti anche questa denuncia e mi auguro che serva a qualcosa in più oltre che a rimanere per iscritto in un Resoconto stenografico del Senato della Repubblica.


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