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Mauro Del Barba. Mille proroghe e molte fregature
13 Settembre 2018
 

Il decreto votato poco fa con la fiducia alla Camera contiene ad avviso dei parlamentari del Partito Democratico molteplici provvedimenti che danneggiano la cittadinanza italiana, mina credibilità e fiducia nell’azione di governo da parte delle istituzioni ed enti di questo paese.

In primo luogo sui vaccini crea confusione, è un provvedimento vigliacco perché mantiene gli obblighi giustamente previsti dal nostro governo, ma strizza l’occhio a chi è contro la scienza avallando comportamenti pericolosi per la salute, caotici per l’ordinato inizio dell’anno scolastico, ingiusti nei confronti dei bambini e dei dirigenti scolastici, a cui viene scaricata una vicenda piena di insidie e contraddizioni.

La nostra protesta, in agosto nelle commissioni e negli ultimi giorni in aula, fino all’occupazione a seguito dell’apposizione della fiducia (peraltro con atto del cdm del 24 luglio, prima che il decreto fosse firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale) si è appuntata negli ultimi tre giorni sull’emendamento inserito al Senato (laddove venne votato all’unanimità a seguito di garanzie prestate dal governo in seguito rivelatesi false) che sottrae alle periferie delle città soldi già stanziati dai nostri governi e già inseriti dai comuni in apposite convenzioni con lo stato e successivi cronoprogrammi di attuazione.

La gravità di questo provvedimento è triplice:

1. Toglie soldi alla sicurezza e al diritto di vivere bene nelle periferie, luoghi da noi individuati per operare una “ricucitura” sociale, ristabilire eguali diritti tra i cittadini, operare condizioni di integrazione con gli immigrati di varia natura che spesso in quelle zone si stabiliscono.

2. Non opera un taglio, aspetto sgradevole e criticabile, ma che rientra nelle prerogative delle maggioranze: sottrae fondi già destinati e necessari per sostenere l’esecuzione di progetti spesso già avviati. È un vero e proprio furto ai territori, in particolare alle zone più deboli: le periferie

3. Avviene con l’introduzione di un emendamento spiegato al Senato con un effetto e che ha rivelato velenosamente la sua efficacia nelle ore successive, spalancando la polemica infuocata dei sindaci. È un atto probabilmente illegittimo (alcuni sindaci vi hanno già ricorso) e sicuramente decisivo nel minare la lealtà tra le istituzioni e la fiducia dei cittadini nell’operato della pubblica amministrazione.

Sono state fatte promesse, varie e mutevoli in questi ultimi giorni. Come facciamo a credere a queste parole quando in aula, durante il dibattito sul decreto “Di Maio” il governo si impegnò ad introdurre precise norme di proroga sulle zone terremotate e anche in questa circostanza tutti gli emendamenti presentati sono stati bocciati?

Per questo motivo da settimane siamo impegnati a ristabilire la legalità con proteste molto forti.

In settimana ho ricevuto la lettera firmata dai sindaci lombardi, tra cui il sindaco di Sondrio, che ringrazio per la fiducia accordatami, che invitava a «modificare la parte del Decreto che riguarda i fondi del “Bando periferie”, per poter così dare certezza operativa alle Amministrazioni comunali e sia preservata la possibilità di dare un futuro migliore alle nostre comunità e ai nostri cittadini».

Questo appello, giunto a sostegno della nostra azione in corso come dicevo da settimane, ha dato ulteriore impulso e visibilità a quanto fatto in commissione ed aula e restituito forza all’azione dei sindaci, che hanno ottenuto, sul filo di lana, una nuova promessa, ancora vaga nei tempi e nei modi, rispetto alla quale i sindaci hanno reagito con dichiarazioni dure e promessa di interrompere le relazioni istituzionali qualora anche questa volta non vengano mantenute.

L’azione fin qua compiuta non è stata ascoltata (il decreto, con la fiducia, rimane immutato in questo punto), ma ha quantomeno portato a riformulare le proposte di rimborso parziale al rialzo. Vigileremo anche dopo l’approvazione affinché ogni euro sia restituito.

Quanto all’appoggio locale, se ho già riferito della richiesta e della fiducia accordataci dal Sindaco di Sondrio, spiace considerare che analogo appoggio non sia arrivato, né direttamente né indirettamente, dai rappresentanti politici locali, Lega in testa. Al contrario, autorevoli amministratori della città di Sondrio targati Lega, hanno ritenuto prioritario minimizzare la sottrazione dei fondi al comune di Sondrio ed attaccare (ne sentivamo la mancanza) il Partito Democratico, piuttosto che portare il loro sostegno.

Temo che la parola “territorio”, come ho già avuto modo di dire, sia stata da molti anni presa in ostaggio: il territorio è lì, nella valle, quando serve a riflettere la vanità della Lega. È accantonato, sussurrato, addormentato, quando potrebbe mostrarne gli errori e le brutture.

La dialettica politica è importante, fondamentale per i territori: proprio per questo motivo divenga libera e rispettosa. Capita a tutti i governi di operare provvedimenti che a volte penalizzano una zona e ne favoriscono un’altra, a volte per errori, a volte per scelta. In questo caso il provvedimento è ingiustificabile sotto ogni profilo: serve una condanna unanime senza se e senza ma.

 

Mauro Del Barba


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