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Luciano Angelini. La Chiesa di S. Barnaba della Biorca di Tartano
Foto 1
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07 Ottobre 2019
 

Un importante documento che si trova nell’Archivio Notarile di Stato di Sondrio,1 e qui di seguito trascritto, getta una nuova luce sulla storia di Tartano.2

Esso attesta che nel 1386 nella contrada Biorca di Tartano esisteva una chiesa consacrata3 dedicata a S. Barnaba, (sic!). Il documento al riguardo è inequivocabile: «Testamento in favore […] della chiesa di S. Barnaba della Biurcha». Detta chiesa non va però confusa con l’attuale chiesa parrocchiale di Tartano anch’essa dedicata a S. Barnaba, e probabilmente alla memoria, in quanto questa «fu edificata nel 1550 (circa), consacrata nel 1624, restaurata nel 1664 e poi di molto ampliata nel 1874 con le due navate laterali dal parroco don Marcello Magoni».4

Della chiesa di San Barnaba della Biorca non è rimasto più nulla, comunque doveva sorgere in quel luogo detto a la Madona dove ora c’è la casa dei Brisa. Lo confermerebbero la bella posizione soleggiata e rialzata rispetto alle case adiacenti, un grande e importante affresco del XV sec. raffigurante la Madonna con Bambino e i S.S. Sebastiano e Rocco (foto 1) sulla facciata e una piccola area antistante l’entrata5 che ricorda il sagrato e che è ancora e da sempre a memoria luogo d’incontro e di preghiera degli abitanti della contrada.6

C’è altresì chi sostiene che la chiesa fosse giù di Barnabī7 per via del nome e di un architrave in pietra su cui sono incisi una croce e l’anno 1335, (foto 2).

Anche de Gàuet de la Biurcha ci sono due lastre di pietra con incisa una croce (foto 3 e 4) e che da immemore tempo sono utilizzate come gradini della strada; che appartenessero alla chiesa della Biurcha?

Nel documento si legge inoltre che «Ser Pietro detto Premiana f. q. di Ser Boneli de Chambrembo, abitante nei luoghi della Biurcha vicinanza8 di Talamona», nomina i POVERI CRISTI9 presenti quali beneficiari testamentari ogni anno di pane, formaggio e vino durante le cerimonie celebrative nella ricorrenza della consacrazione della chiesa di S. Barnaba della Biurcha, e raccomanda che tale elemosina caritativa sia di ottima qualità in quanto detti POVERI CRISTI devono curare i boschi, le piante ed i pascoli del Premestino ora e sempre. Pertanto, e diversamente da come si è sempre ritenuto, anche gli abitanti della Biorca rientravano nel godimento di quel vasto territorio del Premestino.10

Una croce incisa su una pietra all’interno della casa paterna di Angelini R. adiacente a quella dei Brisa, dove come si è detto doveva sorgere la chiesa, lascia supporre che i POVERI CRISTI vi avessero lì la propria dimora (foto 5).

Il documento ci ricorda pure che alla Biorca nei pressi del ponte sul fiume Tarten c’era un forno, le coerenze esplicitate non ammettono dubbi: «[La Compagnia del] forno detto sotto la Fracia le cui coerenze sono: a mattina - Zanini de Chavaza col valgello mediante ed in parte dette Compagnie, a mezzodì - il fiume Tartano mediante la Corna, a sera - i signori Mauri della Biurcha, a nullora11 - i rispettabili Giacobi e la Compagnia del forno detto di Tartano, luogo ed incontro primordiale dei fedeli di S. Maria (chiesa in cimitero di Talamona) e S. Barnaba».12

Nel 1386, dunque, i luoghi della Biorca e il Premestino facevano parte della Comunanza o Vicinanza di Talamona, mentre gli abitanti di Cambrembo e di Tartano (della Val Lunga), già dal 1347, della comunità di Ardenno.13 Così Giovannolo Castello Argegno notaio di Morbegno in un rogito scriveva: «L’anno 1358, sabato 18 del mese di settembre Rodolfo figlio di anche Pietro Pagani di Olmo al Brembo della plebe di Valsassina, comitato di Milano, fece e fa libera vendita a Venanzio Venturini, della squadra di Talamona in valle di Tartano, diocesi di Como, nominativamente di un maglio e relativi attrezzi per il recupero di scorie e di una fucina in buono stato, situata nella valle di Tartano, territorio di Talamona, dove dicesi ai Pedrinali, (Gavedo di dentro), le cui coerenze si trovano tutte nel comune di Talamona».14

In sintesi, ricapitolando il documento ci dice nel Trecento la contrada Biorca di Tartano era già abitata; che essa aveva una chiesa consacrata dedicata a San Barnaba e di cui si prendevano cura i Poveri Cristi; che detti Poveri Cristi avevano in cura anche i boschi, le piante ed i pascoli del Premestino ‘ora e sempre’, per cui doveva essere proprietà della Chiesa della Comunanza di Talamona; che nei pressi dell’attuale ponte sul fiume Tarten c’era un forno; ed infine che i luoghi della Biorca con la Val Corta e il Premestino (il Gauet) facevano parte della Comunanza o Vicinanza di Talamona, mentre la Val Lunga della comunità di Ardenno.

 

DOCUMENTO:15

Archivio Notarile di Stato di Sondrio (:) 1336

Testamento

Ser Pietro detto Premiana f. q. di Ser Boneli de Chambrembo

Raccolta e trascrizione da Carlo Giacinto notaio di Morbegno

Scritto dal notaio Antonio Galvasina il 29 luglio 1386

 

TESTAMENTO

in favore, in parte, della chiesa di S. Maria in cimitero di Talamona, S. Barnaba della Biurcha ed i POVERI CRISTI di detta Comunanza.

Il sig. Pietro, detto Premiana, f.q. Boneli de Chambrembo, abitante nei luoghi della Biurcha vicinanza di Talamona lascia il reddito perpetuo di 20 fiorini d’oro (venti fiorini d’oro) che valgono 3004 terzuoli (3:4 terz) per il rifacimento della porta della chiesa di S. Maria in cimitero di Talamona, per il miglioramento della chiesa di S. Barnaba della Biurcha, e per detti lavori dispone un mucchio di travi, di sua proprietà, accatastati presso i propri parenti da quando era guardia monti e che voleva costruire una casa vicino a detta chiesa di S. Barnaba.

Lascia parimenti 64 terzuoli (sessantaquattro terzuoli) da usare per l’arredamento o meglio per i paramenti di detta chiesa.

Ordina che, nella ricorrenza della consacrazione di detta chiesa di S. Barnaba, o al massimo nei due giorni seguenti, sia fatto venire, ogni anno ed in perpetuo, su in detta chiesa, un sacerdote a cantare il Mattutino, la S. Messa e l’Ufficio dei Morti e siano date 20 berline (venti berline) ad un chierico che lo aiuti a cantare gli Uffizi come sopra descritto e che lo supplisca nelle 12 festività (dodici festività) successive.

Inoltre, ogni anno, durante l’intervallo di dette cerimonie celebrative, sia distribuito, ai POVERI CRISTI presenti, pane, formaggio e vino per il valore di 400 terzuoli (4: - terz); per detta elemosina caritativa siano pignorati i ricavati delle affittanze prative e montive sue giacenti sotto e sopra la strada circostante in territorio della Biurcha comune di Ardenno.16

Parimenti lascia a tale volontà la Compagnia del forno detto sotto la Fracia le cui coerenze sono: a mattina – Zanini de Chavaza col valgello mediante ed in parte dette Compagnie, a mezzodì – il fiume Tartano mediante la Corna, a sera – i signori Mauri della Biurcha, a nullora – i rispettabili Giacobi e la Compagnia del forno detto di Tartano, luogo ed incontro primordiale famigliare dei fedeli di S. Maria e S. Barnaba.

Detta cerimonia religiosa e sociale deve essere celebrata tutti gli anni in perpetuo e senza alcuna scusa locale, territoriale o famigliare, e raccomando ferventemente la saggezza nel procurare l’ottimo vettovagliamento di pane, vino e carne per i detti POVERI CRISTI che devono curare i boschi, le piante ed i pascoli del Premestino ‘ora e sempre’.

 

Luciano Angelini

 

 

1 In Archivio Notarile di Stato di Sondrio, riportato anche in La Storia di Tartano di Camillo Gusmeroli, 1985, p. 8.

2 Nel 2006, mentre visitavo il museo del grande Anfiteatro romano di Pola, ho fatto la scoperta che Tartano era già nella famosa TABULA PEUTINGERIANA o mappa delle vie dell’Impero Romano col nome di Tarteno, l’antico nome scritto di Tartano. Per un approfondimento al riguardo si veda di Luciano Angelini: “Tartano, la storia del nome”, in ‘l Gazetin, giugno 2009 o in Bollettino Parrocchie di Tartano, Campo e Sirta, Comunità, anno IX - N. 36, ottobre 2009.

3 Perciò la chiesa doveva avere già un bel po’ di anni.

4 In Comunità Valtartano, 1993, N. 49. Bollettino Parrocchiale. Nota dello storico don Santo Monti.

5 Le facciate delle chiese sono spesso precedute da un ripiano elevato per qualche gradino sul livello stradale. Questo ripiano detto sagrato ha la duplice funzione di creare una zona che potremmo dire di rispetto tra il luogo sacro e la pubblica strada, e di conferire, unitamente alla sua scala d'accesso, una sorta di basamento alla facciata.

Il sagrato è un luogo di diretta pertinenza della chiesa; nel suo stesso nome è difatti indicato che esso deve considerarsi luogo sacro.

6 Il luogo è così chiamato per via del grande e bel affresco del XV sec., di autore lombardo ignoto, raffigurante la Madonna con Bambino e i S.S. Sebastiano e Rocco. L’affresco restaurato venne poi nel 1997 strappato e custodito nella chiesa parrocchiale S. Barnaba di Tartano e sostituito al suo posto da una copia. Il luogo è rimasto sempre caro agli abitanti della Biorca, ed è dove ancora la comunità si raduna a celebrare il rosario e una volta all’anno la messa e i bimbi e i ragazzi a giocare e parlare.

«Immagini uscite altra volta dal cuore commosso degli uomini, esse furon vissute dagli uomini, e noi le risentiamo così, per quelle simpatie misteriose che corrono, congiungendole fra loro, dall’una all’altra età della storia, pur di mezzo al tramutarsi perenne delle credenze e dei riti. E come le anime nostre, nella presenza dei luoghi sacri per qualche grande memoria, rivivono quella memoria, sentono che essa rimane quasi una significazione ideale aggiunta alla natura». (Giovanni Bertacchi, Un maestro di vita. Saggio leopardiano, nota 71, p. 153)

7 Di Barnabī, luogo della contrada Biorca dove c’è la casa di Angelini discendenti di Barnaba.

8 Nel secolo XI si andarono a costituire sia nelle campagne sia nelle città le prime forme di istituzione democratica medievale espressa dalle organizzazioni nominate “delle vicinanze” o “dei popoli”.

9 I POVERI CRISTI avevano in cura le chiese di S. Barnaba della Biurcha e di S. Maria in cimitero di Talamona, e in quanto si dice che dovevano curare anche i boschi, le piante ed i pascoli del Premestino sembrerebbe come se fossero stati dei frati minori.

«Nel medio evo le Confraternite (Fratalèe) sia quelle di arti e mestieri, sia quelle dei Disciplini, del S.S. Sacramento, del Rosario e del Suffragio erano vere associazioni di mutuo soccorso. […] I Poveri di Cristo erano divenuti veri direttari delle terre offerte dal principio cristiano, delle quali godevano, senza prepotenze e senza umiliazione, i redditi assegnati in danaro o in prodotti agricoli». (Tratto da Talamona, Notizie Documentate di Storia Civile e Religiosa, Raccolte dal Sac. D. Giacinto Turazza).

10 O anche Premestī, vasta area di boschi, pascoli e zerbi a cui si aggiunse all’inizio del ‘900 l’alpe Gavedo (Guaet), acquistato dal Consorzio dei Beni Premestini con gli utili del taglio di un bosco.

11 Sulle vecchie carte, per indicare i confini di un terreno si usavano le parole: Mattina, Sera, Mezzodì e Nullora (Mezzanotte).

12 «Le miniere di ferro dovevano alimentare anche i forni di Talamona, uno dei quali esisteva fin dal 1347 in località Cusāč (Coseggio) e poi ancora nel 1431 in monte Zocheda (Zoccada) in Val di Lema; la giurisdizione territoriale di Talamona includeva anche la Valcorta». Da La Storia di Tartano di Camillo Gusmeroli, p. 6.

13 Camillo Gusmeroli, Op. cit., p. 9. Archivio Notarile di Sondrio-Comune di Ardenno e Cambrembo-Tartano, Arbitrato, Notaio Bertolino Castellargegno 1347, Asso n.24, Giovedì, 3 maggio 1347, indizione 15°.

14 Rogito di Giovannolo Castello Argegno notaio di Morbegno in Camillo Gusmeroli, Op. cit., p. 8.

15 Camillo Gusmeroli, Op. cit., p. 8.

16 Da ciò se ne deduce che il territorio della Biorca a destra del fiume Tarten era comune di Ardenno mentre a sinistra di Talamona.


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