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Commento di luca aggiunto il 16.01.2006
Ugualmente non potendo partecipare all'interessante convegno, che tratterà temi più volte da me affrontati in ricerche saggistiche, chiedo la possibilità di ottenere gli "atti", anche se non ufficiali, dello stesso.
Ringraziando fin d'ora per la Vostra collaborazione e cortesia, saluto cordialmente.
Articolo di riferimento : “La Sfinge Alpina”. Convegno a Sondrio giovedì sera
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Commento di Lancelot aggiunto il 16.01.2006
Il mese scorso ho chiesto ad un amico che frequenta per ragioni professionali il carcere di Sondrio ed è in contatto diretto con molti dei detenuti, come questi ultimi vivessero l'ipotesi indulto/amnistia.
Mi ha detto chiaramente che non ci credevano, che non si facevano illusioni, esattamente come riportato nell'articolo.
Io invece ci credevo, avevo avvertito una generale convergenza, fatta eccezione per le chiare posizioni avverse al provvedimento (ma perlomeno non mascherate).
Purtroppo avevano ragione loro: mai farsi illusioni.
Ma qualcuno, magari tra coloro che leggono, è in grado di dirmi perché un'iniziativa così importante, civile, giusta e (a parole) largamente sostenuta, non abbia la forza di concretizzarsi?
Ritengo che la classe politica abbia perso un'occasione e forse per paura di andare in una direzione di modernità e civiltà vera. Forse avevano bisogno che l'on. Ruini desse loro una spintarella, un appoggio morale che li facesse sentire meno soli. (Per la verità ci aveva provato anche papa Giovanni Paolo II, e se non ce l'ha fatta lui...)
L'imporante è che ci facciano capire che l'amministrazione della giustizia sta ancora loro a cuore, come possiamo ben capire analizzando le leggi che hanno recentemente promulgato a questo proposito (tempi di prescrizione - ex Cirielli, depenalizzazione di qualche peccatuccio, la recentissima Pecorella...)
Saluti a tutti.


Articolo di riferimento : Il "Palazzo" affossa amnistia e indulto
Commento di filippo aggiunto il 15.01.2006
Sono molto interessato all'argomento ma non potrò partecipare all'incontro.
Sarei molto interessato ad una eventuale pubblicazione che raccogliesse gli interventi dei relatori
grazie per l'attenzione
Articolo di riferimento : “La Sfinge Alpina”. Convegno a Sondrio giovedì sera
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Commento di Vanna Mottarelli aggiunto il 14.01.2006
Tellusfolio è il nuovo che avanza. E' informazione oltreconfine. E' apertura ai problemi della gente. E' sinonimo di libertà. Grzie per tutto questo.
Articolo di riferimento : TELLUSFOLIO. Nuovo anno, nuove funzionalità... Lascia un commento!
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Commento di Popper &Chiapper aggiunto il 13.01.2006
Bene così! Vediamo di "smontare" un po' sto Woitila, che sarebbe ora!
Commento di Penne all'arrabbiata aggiunto il 13.01.2006
Caro Mazzoni,
la devo immaginare in uno dei tre seguenti modi:
1. o molto preso da altre cose, tanto da non star dietro ad un dialogo su un argomento peraltro da lei stesso intavolato
2. o a concertare con terzi una replica
3. o senza argomenti
Prenda quest'ultima come una bonaria provocazione. Lei, d'altronde a differenza di me, essendo valtellinese Doc e per giunta casaro e pubblicista, ne sa di cose che io non so...
In ogni caso io - e immagino anche qualche altro lettore di questo sito - avremmo il piacere di leggerla.
Dopotutto la "bellezza" di internet rispetto alla carta stampata è quella di non dover diependere - appunto - dai tempi di stampa!
Cordiali saluti.
Roberto Vanni
Articolo di riferimento : La “Valli del Bitto” a un 'quadrobbio'...
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Commento di Ida Bruni aggiunto il 11.01.2006
Condivido le osservazioni fatte dal signor Ciaponi. Io, tellina doc, classe '36, ancora inorridisco al ricordo dei pizzoccheri da me preparati per farli avere ad un'amica di mia figlia "trapiantata" nel milanese che lei condì col...ragù! (nonostante le preventive istruzioni)Saluti a tutti (e grazie alla figlia per l'aiuto al computer..)
Articolo di riferimento : Ho cercato pizzoccheri su Google...
Commento di PANDA aggiunto il 10.01.2006
LA SCUOLA CHE VORREI(IO) è una scuola dove non si "sbatte fuori" nessuno,una scuola che sia veramente per tutti e dove cristiani,persone appartenenti ad altre religioni e atei possano convivere imparando.
Il tanto "odiato" crocifisso,cara Antonella,non lo toglierei propio.Perchè il crocifisso rappresenta l'accettazione e il rispetto verso gli altri,qualunque sia il loro pensiero.Però,propio in nome di ciò che questo simbolo rappresenta,è giusto che in una scuola anche tutti gli altri Credo(e non) siano rappresentati.
Come vedi io non "sbatterei fuori"dalla scuola l'ideologia di nessuno,tantomeno l'ideologia laica.MA PERCHE' INVECE TU VUOI SBATTERE FUORI DALLA SCUOLA TUTTO CIO' CHE RAPPRESENTA L'IDEOLOGIA CRISTIANA? Tu vorresti toglierci il crocifisso,le benedizioni dei nostri preti,tutti i nostri simboli...vorresti persino togliere la messa agli alpini.Tra parentesi:ci tengo in modo particolare alla benedizione degli alberi perchè per me la Natura è sacra! E ho tutto il diritto di vedere sulla scheda che voto prende mio figlio in religione.Questa è violenza,cara Antonella.Anche se ben travestita.Perchè non c'è violenza piu' grande di quella che pretende di bandire e sopprimere le idee degli altri,anche(come in questo caso) attraverso la cancellazione o l'allontanamento dei loro simboli e delle manifestazioni della loro ideologia.Parli di democrazia...ma ti sembra democratico tentare di SOPPRIMERE un'ideologia o un credo in un ambiente pubblico come è la scuola??No,non è democratico.Vedo nel tuo articolo a questo proposito una contraddizione in termini.
Un mio carissimo amico è un ateo convinto,e io sono una credente convinta.Sai perchè la nostra amicizia è solida nonostante questa diversità? Perchè ci rispettiamo.Puro e semplice rispetto reciproco,dove nessuno vuole fare violenza all'altro TOGLIENDOGLI qualcosa!
La tua lotta in favore della laicità dovrebbe manifestarsi in modo COSTRUTTIVO(nell'affermazione delle tue idee),e non in modo DISTRUTTIVO(cercando di togliere dalla scuola l'ideologia degli altri).
Vorrei anche dirti che nella classe dei miei figli ci sono bambini che appartengono ad altre religioni e che non fanno le cose che fanno i loro compagni cristiani,ma non sono stati certo discriminati per questo.Io personalmente spiego ai miei figli che quei bambini hanno diritto a vivere le loro scelte e che la discriminazione sarebbe una cosa gravissima(come dovrebbero spiegare tutti i genitori intelligenti).
Non mi dire,a questo proposito,che TUTTI i bambini sono obbligati a fare il presepe,perchè non è vero per niente.Posso capire che vuoi protestare,ma fallo citando fatti veri.E poi penso che nessuno si senta "obbligato" a conformarsi ai bambini cattolici(come per la frequentazione dell'ora di religione) se non è convinto.Non credi di avere a questo proposito un'opinione forse non tanto lusinghiera sulla gente?I tempi dei "greggi di pecore" dovrebbero essere(almeno riguardo a quello di cui si discute)finiti,considerando il fatto che è piu' facile lasciare la religione cattolica piuttosto che affiliarsi...Dici che queste persone che "per forza" si conformano lo fanno per timore...ma per timore di chi? Anzi si',secondo me un timore ce l'hanno:il timore di lasciare un Credo che si basa sull'amore verso il prossimo,sull'onestà e sul rispetto reciproco.Perchè se lasciassero quest'isola fatta di valori assoluti(parole anche tue) forse,in questo oceano di Relatività dove non c'è un centro di gravità permanente,non saprebbero dove andare con la loro barca.E se ci si allontana troppo dall'isola scoprendo molte altre isole,se le isole nuove non piacciono,se si vuole tornare indietro...poi chi la trova piu' la strada di casa?

Commento di Penne all'arrabbiata aggiunto il 09.01.2006
Egregio Mazzoni,
io non conosco lei e lei non conosce me. Ma io conosco il buon Bitto selezionato dai Fratelli Ciapponi di Morbegno sin dal lontano 1979. E da quel dì me ne approvvigiono ogni volta che capito dalle vostre parti. Si figuri che una volta, partito da Roma per Milano e trovandomi una mezza giornata libera, presi il treno e mi regalai un Tronella e un Bomino - di tre e cinque anni - che ancora mi fanno sorridere di piacere per quanto erano buoni.
Ora deve sapere che, essendomi letteralmente innamorato di quel formaggio, mi capitò di trovare del Bitto al supermercato, nel 1998 o giù di lì. Rimasi sorpreso. Ingenuamente felice, di prim'acchito. Poi, al palato, rimasi incredulo per quanto anonimo e diverso fosse. E non aggiungo altro,ché di disastri caseari in Italia ne abbiamo avuti altri (si vada a “gustare” un po' di Asiago a buon mercato per capire il rischio che correte).
Questa l'altra mia premessa fondamentale, oltre a quelle del mio primo messaggio.
Ho letto quelle che per lei sono le quattro strade, ma secondo me una quinta andrebbe presa seriamente in considerazione: che il consorzio (se fossero furbi, ma sinora non lo sono stati davvero) capisse che anziché combatterli "quelli la" andrebbero tutelati, protetti (sì: come i Panda ormai, anche se di panda ce ne sono assai più di quei malghesi che, unici in tutta la provincia, possono davvero caseificare "a caldo" nei calecc), messi su un podio ad esempio, “punta di diamante” di cui fregiarsi e di cui vantarsi.
Prenda ad esempio una qualsiasi realtà enologica di buon livello. Ecco, prendiamo la Nino Negri. Rese ridotte in vigna (potature verdi), vini di vari livelli qualitativi, ma tutti dal buono all'ottimo, all'eccellente. E la “punta di diamante” (5 stelle Sfurzat, un campione!) che fa da traino a tutti gli altri. Ma che da certe teste escano fuori soluzioni ragionevoli sarà un po' difficile. Nel settore lattiero-caseario - unico nell'agro-alimentare - c'è chi (poveri inetti!) pensa ancora a produrre quantità.
Tornando alle soluzioni che lei paventa, credo che l'associazione non vada sciolta e che Ciapparelli - per quanto discutibile e scomodo possa essere il personaggio - meriti un po' più rispetto, e sa perché? Per la sua capacità di creare il gruppo, e di tenerlo assieme sin dai primi momenti e nelle successive e non poche difficoltà, ovvero quando la Dop nasceva e quando si sentiva parlare di estendere a tutta la provincia la produzione del Bitto e poi via via attraverso i fatti più recenti che lei conosce meglio di me. A mio avviso prima di arrivare alla soluzione "Bitu" sarebbe da tentare le due sottodenominazioni "Gerola" e "Albaredo" (in questo le apparentemente buone relazioni tra Slow Food e il ministero potrebbero risultare strategiche) dopo le quali potrebbero nascerne altre se e dove altri casari onesti e capaci, anche senza calecc ma lavorando davvero "a caldo" dovessero emergere.

Un caro saluto,
Roberto Vanni
Articolo di riferimento : La “Valli del Bitto” a un 'quadrobbio'...
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Commento di Alfredo Mazzoni aggiunto il 08.01.2006
Caro amico che ti firmi "Penne all'arrabbiata", non hai risposto alle mie proposte, concrete! Se vogliamo entrambi fare e scrivere sull'ultima puntata della Bittonovela, il tuo commento al mio articolo non dice nulla di nuovo se non un convincimento, legittimo, per carità, ma non utile a risolvere la questione. Io ho prospettato quattro soluzioni: se mi rileggi, analizzale una ad una e dimmi la tua opinione. Se ritieni che non ne valga la pena, amici come prima. Spero che qualche altro lettore possa entrare nel merito delle mie conclusioni. Cordialmente
'l casèer.
Articolo di riferimento : La “Valli del Bitto” a un 'quadrobbio'...
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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
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