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Gianni Somigli. La politica sotto al letto
 
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   10-07-2009
Resistere è invece, a mio avviso,ancora prerogativa di un uomo che vuole difendere la sua libertà. I suoi principi, la sua giustizia. L'ergastolano non cerca la resistenza, nè un via di scampo. Non ce l'avrà mai più,non avrebbe senso.

E la resistenza è quello che manca a noi. La resistenza al posto della rassegnazione sorda (questa si adatta all'ergastolano)che,sembra, tutti abbiamo imparato molto bene.
E che credo sia la colpa poi più grave.
Perchè la rassegnazione favorisce e alimenta l'ingiustizia.
Diventa omertà.

Resistenza anche individuale. Quella resistenza fatta di indignazione, di chi ascolta e non sempre approva.
Resistenza anche nel continuare a spiegare ai figli la storia, il senso del giusto, di cosa avere paura e cosa no.
Recupero e difesa della moralità. Che si sta perdendo. E a cui a noi cittadini per primi che la vediamo, la subiamo, ne siamo i testimoni,sembra non contare nulla.
Scapestrata   
 
   10-07-2009
mi correggo.
ho passato la vita a voler credere che l'uomo tendesse per sua natura al bene. strascico di vecchie dottrine incensanti e obnubilanti. e anche profondo bisogno di conservare una speranza per il mondo che verrà, che però è solo pia e vile illusione.
mi guardo intorno, guardo indietro alla storia, "uno scandalo che dura da diecimila anni", e devo ammettere che non vedo, e non li vedo perchè non ci sono, possibili salti di corsia in questo circuito chiuso scavato dal girare in tondo di questa belva chiamata uomo. sempre più ridotta in cattività. E tuttavia mi resiste dentro una piccola forma di speranza, che mi consente di resistere e continuare a cercare una via di scampo, e questo forse è lo spirito dell'ergastolano e non dell'uomo libero.
maria lanciotti   
 
   09-07-2009
Generare paura, terrore, insicurezza e strumentalizzarla è un meccanismo che è già stato ampiamente usato nel passato.Vecchio ma sempre valido.
Non è un caso che tutti i regimi dittatoriali nascano da momenti di paura, crisi, panico.

La persona impaurita è come l'ignoranza. Facilmente manovrabile.

Non che non ci siano motivi concreti di timore. Ma forse non sono quelli su cui si vuole catalizzare l'attenzione.

Ma sono d'accordo : l'uomo è un animale decisamente troppo sopravvalutato. E noi meritiamo tutto quello che abbiamo.
Certo possiamo prendercela con i partiti, con la politica oppure con i nani. Ma è quello che ci meritiamo e che permettiamo. Altrimenti saremmo tutti in piazza a fare la Rivoluzione.

Bisognerebbe davvero darci tutti un bel pizzicotto. E svegliarci da questo torpore. Tutti quanti.
Scapestrata   
 
   09-07-2009
Non sono più così sicuro dello "spirito libero" come condizione innata dell'essere umano. Se guardiamo indietro, nella storia, è naturale ricordare figure a metà tra leggenda e realtà, e ce li immaginiamo tutti come una sorta di Braveheart o qualcosa del genere.
Ma come dice quello, la vita non è un film.
E che non sia un prodotto cinematografico, la vita, ne abbiamo prova riflettendo sul mondo moderno in quanto prodotto e risultato dei vari "spiriti liberi" che ci hanno preceduto.
Quello che penso (purtroppo, aggiungo) è che la condizione naturale dell'uomo sia proprio quella di vivere sotto un letto, tremando e battendo i denti; un terrore che, quando viene portato fuori dal rifugio più o meno sicuro, prende le forme a cui noi tutti assistiamo quotidianamente.
Ci sono stati tempi in cui però almeno i ruoli e le funzioni erano distinti: il pastore e il gregge. Il pastore non deve andare a dormire nell'ovile e belare. Può essere un buon pastore o meno, ma deve anche "apparire" come un buon pastore ed averne le caratteristiche.
Essere, forse; apparire, sempre, a prescindere.
In definitiva, penso che l'uomo sia un animale piuttosto sopravvalutato.

Gianni Somigli

Gianni Somigli   
 
   09-07-2009
i partiti cavalcano i terrori popolari che essi stessi scatenano, per poi poterli cavalcare.
questo è chiaro e m'indigna. ma ciò che mi fa paura è questo popolo cieco e manovrabile che se sta appiattito e accartocciato sotto un letto a farsela sotto per la paura dell'uomo nero, che esso stesso elegge a sua guida e protezione.
che circolo vizioso, che terribile labirinto.
eppure se ne deve uscire, nessuna tirannide è mai riuscita ad uccidere il libero spirito dell'uomo. intanto, laddove si può, occorre smantellare questi catafalchi impressionanti, come si fa il martedì' grasso col re carnevale.
maria lanciotti   
 
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