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“Granma”. Cuba reclama la restituzione della zona illegalmente occupata dagli USA
Il richiamo di Ricardo Alarcón e di Felipe Pérez Roque
 
Commenti presenti : 12 In questa pagina : da 1 a 10
   17-02-2009
(x massimo Niente democrazia, niente fine embargo.)
che bella cosa...
e meno male che tu dici di avere amici a Cuba, non sai che l'embargo alla fine danneggia il popolo e non chi li governa? e tu saresti quello che sta dalla parte della gente?
mario   
 
   29-01-2009
raùl castro in visita a mosca.
massimucci,lupetti ed illusi vari...rassegnatevi!!
sandro

sandro   
 
   29-01-2009
cuba è riuscita a sopravvivere al bloqueo nel periodo speciale, isolata da tutti i paesi dell'america latina, vuoi che non riesca ora?, quando un intero subcontinente sta dalla sua parte, oltre a cina e russia, e non dimenticando che dal 2000 può comprare negli stati uniti gli alimenti in contanti. Il bloqueo serve ai presidenti americani per fare il pieno di voti a miami e ai fratelli castro per incolpare gli stati uniti dei loro errori. Obama, che non toglierà l'embargo, lo renderà però un colobrado, utile soltanto alla propaganda all'interno dei 2 stati. Così stando le cose, lo stato cubano diventerebbe forse piu' democratico, solo se gli americani si disinteressassero di volerci portare ad ogni costo la democrazia e lasciassero questo compito all'opposizione cubana.
nino   
 
   29-01-2009
Niente democrazia, niente fine embargo.
Questo è abbastanza chiaro.
E ti dirò di più... ma siamo sicuri che con l'accesso (più facilitato, perché anche ora entra tutto) ai prodotti e alle tecnologie USA a Cuba cambierebbe qualcosa????

Ma dai... è naturalmente una panzana. Uno dei cavalli di battaglia della disinformazione di Castro.
Il problema è diverso. Cuba è un regime dittatoriale, governato da una casta di persone incapaci da un punto di vista economico. Con un quadro di stabilità assicurato solo grazie allo sviluppo di uno stato di polizia. Illiberale, senza possibilità di libera espressione.
Quindi nessuno è disposto a finanziare progetti a lungo termine.
Ma solo alberghi che si ripagano in pochi anni.
Ma nessuno penserà mai di supportare lo sviluppo del paese da un punto di vista industriale, agricolo, tecnologico.
Perché Cuba resta una dittatura medioevale.


L'idea che Obama rappresenti qualcosa di diverso dalle lobby cultural-economiche che amministrano gli USA è un'idea abbastanza fantasiosa.

Massimo   
 
   29-01-2009
il governo cubano, lo sai bene, non accetterà mai che gli stati uniti si immischino in affari interni, e il pluralismo a cuba è chiaramente un affare interno. Quindi non ha senso chiedere elezioni e pluralismo in cambio del bloqueo o di guantanamo, dal momento che si riceveranno soltanto dinieghi.La base di guantanamo è territorio cubano, questo è incontrovertibile, e gli stati uniti possono anche tenerla per altri 50 anni, ma non possono impedire che i cubani ci allestiscano sopra una forte campagna di propaganda per denunciare la aggressività americana. Lo stesso discorso vale per il bloqueo, che ha maglie larghe certamente, ma che impone la legge americana a tutte quelle nazioni che commerciano con cuba. Assodato, perciò, che un sistema di governo con partito unico non è democratico, è indubitabile che sia la occupazione di guantanamo sia il bloqueo appartengono ad un mondo ormai passato. Se gli stati uniti persevereranno a mantenere questi strumenti inutili, non continueranno a fare un danno al governo cubano, ma certamente a se stessi, poichè dimostreranno al mondo che hanno ancora una mentalità coloniale.
nino   
 
   29-01-2009
Non credo che Obama possa mutare la posizione americana sull'embargo, che è e resta immorale... ma sulla cui funzione di limitare l'economia cubana ormai non crede più nessuno.

Gli USA hanno sempre affermato che in caso di libere elezioni avrebbero annullato l'embargo. Passando la palla al regime castrista. Naturalmente di libere elezioni, secondo canoni democratici, non c'è mai stata traccia a Cuba.

Aldilà delle posizioni "storiche"... sarebbe bello che Raul dicesse... "signori da domani viene legalizzato il diritto alla libera espressione". Accettando quindi il pluralismo democratico.

e che Obama rispondesse "da domani sarà liberalizzato l'accesso della tecnologia e dei prodotti statunitensi a Cuba". Accettando di vedere l'Isola come un partner e non un "gambero da mangiare".

Ma i fratellini Castro lasceranno mai il potere?
Massimo   
 
   28-01-2009
nemmeno una democrazia che permette le torture ed è favorevole alla conquista imperiale può chiedere nulla.L'unica alternativa è il dialogo. Se obama lo capisce è un bene, per gli usa e cuba, contrariamente non vedo come la situazione possa cambiare.
nino   
 
   28-01-2009
i dittatori non possono chiedere nulla
Massimo   
 
   26-01-2009
anche bush avrebbe potuto proporre uno scambio del genere. Il problema per bush, obama ed altri che li seguiranno, è che i cubani se ne impipano di questi scambi che riguardano le loro questioni. Sarebbe bene che gli stati uniti lo facessero spontaneamente, da portorico, afganistan, guantanamo, iraq tanto per dimostrare al mondo che rispettano i diritti dei popoli.
nino   
 
   24-01-2009
la rivoluzione non si baratta con una baia puzzolente.che se la tengano pure.
sandro   
 
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