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Guido Monti. Brevi considerazioni sulla morte di Maradona
 
Commenti presenti : 3 In questa pagina : da 1 a 3
   11-12-2020
La morte di Paolo Rossi, il nostro eroe mundial, avvenuta ieri, mi ispira la gentilezza ed il sorriso di un grande uomo, uno come noi possiamo essere, buddista o cristiano che sia. Gesù ci ha detto che va in cielo chi fa la volontà del Padre. Lui l'ha fatta rispettando tutti. Da lassù, guardaci, convinci tutti a seguirti, Paolo!
Carlo Forin   
 
   07-12-2020
Vi ringrazio delle vostre pacate considerazioni. Anch'io preferisco Pelè, perchè ha unito la bravura naturale nel gioco alla moderazione della sua persona. Anch'io ho sempre bilanciato il prodigio del goal segnato da metà campo al volo ribattendo il calcio d'invio del portiere insieme con la droga che non ha mai lasciato Maradona fino alla fine: questo resta l'insegnamento peggiore di questo cuore doppio.
Se il cambio di nome dello stadio San Paolo in stadio Maradona vuol dire qualcosa la follia dei Napoletani ha fissato nel Pibe il suo volto peggiore. Non so che ne direbbero Totò, Eduardo De Filippo... E, tuttavia, li amo; ma non si liberano dal sottosviluppo se non cambiano eroi.
Carlo Forin   
 
   28-11-2020
Sono totalmente d'accordo con Guido Monti. Maradona è stato un grande calciatore, sarà anche stato leale in campo - salvo quando ha segnato con una mano - ma non nella vita. Avere un talento naturale non rappresenta un merito ma un semplice colpo di fortuna. Maradona arrivava tardi agli allenamenti, quando ci andava e nonostante ciò risolveva da solo le partite. Quindi non ha mai faticato, non ha lavorato sodo per raggiungere il successo. Se son bello non è merito mio e se brutto non dipende da me. Maradona è stato un cattivo esempio per gli altri e l'idolatria di cui è fatto oggetto da troppi napoletani è la dimostrazione della diffusa sottocultura imperante in vaste fasce della popolazione, preda del clientelismo politico e del populismo più becero. Non ci si può meravigliare che in simili contesti imperi la malavita organizzata con il suo bagaglio di violenza, di spaccio e consumo diffuso della droga anche tra i giovani, abbandonati al proprio destino di abbandono scolastico. I napoletani, e tutti noi, abbiamo molti personaggi partenopei degni di considerazione molto più del "pibe". Mi viene in mente Eduardo de Filippo a Curzio Malaparte, da Totò a Vittorio De Sica per citare solo alcuni nostri contemporanei. Ma questi diffondevano cultura, non sogni!

EGIDIO MELE'   
 
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