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Marco Lombardi. Il piacere della bellezza
 
Commenti presenti : 4 In questa pagina : da 1 a 4
   05-08-2015
Sì, forse è solo questione di farci l'occhio. Ma la bellezza dovrebbe comunque essere legata a canoni classici, quali l'armonia,l'uniformità e l'essenza, che davvero sfuggono in queste prestazioni ipermuscolari. Era bello veder nuotare lo stile libero senza schizzi di Popov, o palleggiare sottorete McEnroe che non aveva bisogno di servire a duecento chilometri orari, o assistere a uno stop perfetto di Roberto Baggio. Non so, temo che la logica della competizione senza se e senza ma, abbia soppiantato quella del confronto e che questo non sia un bene, non solo nello sport.
Marco   
 
   05-08-2015
Cara Patrizia, il mio 'non sono sicuro' comprende il tuo punto di vista non sportivo. Il record cercato come unico scopo fa perdere il senso umano del bello. La vittoria cercata nel confronto, senza l'ossessione del primato, lo mantiene. L'armonia e l'estetica fluiscono e cambia il loro senso. Nella condizione 'ordinaria' sono nel senso comune. Al momento dei grandi rivolgimenti il tradizionalista non la vede nel nuovo. Il progressivista la vede e non la riconosce più nello stile antico.
Carlo Forin   
 
   04-08-2015
carissimi,
io non mi intendo di sport ma mi sento molto vicino a quanto scritto da marco. La bellezza di cui parla s\'avvicina ad un\'estetica del tempo e, proprio nel suo non affanno e non avere in mente solo la meta \" a qualsiasi costo\", diventa eleganza e arte.

patrizia garofalo   
 
   04-08-2015
Caro Marco,
il piacere della ricerca della bellezza è anche in me. Non sono sicuro di concordare col piacere che hai descritto tu, qua. La ricerca del record è connaturale con la gara. La gestualità vincente nuova può scombinare la nostra idea consolidata di stile, in un primo momento. Poi la novità mostra di comporre un'armonia nuova con un suo equilibrio. E l'occhio accetta la novità. Estremizzando, un nuotatore che si muove lentamente e con eleganza può essere piacevole se può intensificare il ritmo e patetico se non può. Mi spiego?
Carlo Forin   
 
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