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Lidia Menapace. Il Partito
 
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   14-04-2015
Il sistema proposto da Lidia in sostanza è quello già adottato da tempo, e con un certo successo, dall'ONU (lo dico per esperienza personale avendovi lavorato per alcuni anni come funzionario a cavallo fra gli '80 e i '90). È un modello, ispirato alla teoria della “communicative action” di Juergen Habermas, che sino ad ora ha funzionato soprattutto nell'affrontare operativamente importanti temi specifici (come le politiche sull'AIDS, sulla prostituzione, sui “bambini di strada” ecc.). Si tratta di percorsi “democratici” per raggiungere un “consensus statement” che sia ovviamente in linea con la carta dei diritti umani e da cui conseguano le linee guida d'intervento (con relativa gestione dei fondi necessari alla realizzazione dei progetti di volta in volta in questione).
Importante è notare come il principio ispiratore sia appunto quello di coinvolgere prima di tutto il gruppo cui il progetto è destinato, generalmente un gruppo oggetto di discriminazione sociale che deve essere consultato in numero consistente e preponderante, parlando in prima persona dei propri problemi (onde evitare il paternalismo in base al quale per secoli ad es. i vescovi parlavano in nome e a nome delle donne sull'aborto ecc. ecc.). Tuttavia, alla discussione, alla stesura delle linee guida e alla formulazione del documento di consenso devono partecipare attivamente anche altri soggetti, perché per inquadrare correttamente un problema è sempre importante il contributo di più punti di vista e prospettive diverse, naturalmente anche qui in proporzioni che riflettano una rappresentanza il più possibile equilibrata di tutte le parti sociali, etniche ecc.
Resta però il fatto che il nostro influsso e quindi il nostro potere economico-politico era molto più limitato rispetto alle forze politico-economiche che utilizzavano e utilizzano metodi decisamente più “scorretti” (ma hanno in mano l'informazione, tra l'altro).
Allora, però, non c'era Internet. Forse Internet potrebbe essere un utile strumento di applicazione pratica della proposta di Lidia?
Paolo Crocchiolo   
 
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