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Lidia Menapace. Riflessioni amarognole
 
Commenti presenti : 5 In questa pagina : da 1 a 5
   08-09-2014
Non ti sconfortare, Lidia, né “amarognoleggiare”! Vigilare sì, comunicare sì. Sulla rete girano mille sollecitazioni, in mezzo alla polvere. Impossibile seguirle in pratica tutte, sul momento. Quelle che valgono restano dentro, fanno sensibilità, che può funzionare al momento buono (p. es. in primis referendum costituzionale). Continuiamo, nel pericolo, nell'impegno.
Grazie, ciao,
Enrico Peyretti   
 
   08-09-2014
Ciao Carissima Lidia, tento di rispondere al tuo appello amarognolo perché mi par giusto mostrarti innanzitutto gratitudine e stima per lo sforzo che sempre fai di parlare al “mondo”; io attraverso le tue riflessioni politiche capisco di più che leggendo chissà cos’altro e mi interessa moltissimo (oltre alla sua utilità) il TUO punto di vista.
Non ho molto da offrirti in cambio, me ne rendo conto, se non un Grazie grossocomeunacasa.
Certo non mi limito a fare tesoro delle tue riflessioni: le divulgo cerco di discuterne, mi provo ad “utilizzarle”.
Con il comitato Tsipras (un po’ a fatica) riusciamo a fare elaborazione di idee, tentativi di azione politica, qui nel nostro territorio (Cremona). Altre esperienze (Comitato Acqua bene Comune- Comitato Antisfratto - ANPI e qualche barlume sindacale, ARCI, Libera ecc.… che sono i miei punti di riferimento) mi sollecitano e si cerca di mettere impegno in un FARE Politico sempre più frammentato (e per quanto mi riguarda personalm. faticoso). Il fronte sindacale è deludente (cgil) sembra abbiano smarrito la bussola; con Renzi al governo c’è stata un’involuzione. Se era possibile. Più in generale invece: c’è dispersione; Alcune lotte si sovrappongono; altre restano “orfane”.
Il fronte comune, la setssa marcia, questo manca. Il soggetto che rimette insieme. Ma la strada è avviata.
Poi vero, sullo sfondo incombono le guerre. Non è un momento facile e tu lo sai meglio di altri.
Per questo è così prezioso il tuo FARO quando illumina i nostri sentieri. Cercheremo di dartene conto se si puo’ in modo che tu abbia riscontro del tuo proporre.
Non si discute però Lidia che la tua parola il tuo pensiero il tuo instancabile agire politico, persino la tua esistenza, sono insostituibili. Non lasciarci se puoi senza il tuo Pensiero. Un abbraccio femminista e simpatizzante della tua bella persona e delle tue idee.
Con gratitudine e stima infinite
Cosetta Erinaldi   
 
   02-09-2014
ciao, sono Michelangelo. Lidia non te la prendere. Le cose che proponi sono sacrosante, per farle ci vogliono soggetti politici strutturati (i partiti). Qualche risveglio c'è e qualche giovane ci sta provando, ma giustamente lo vuole fare a suo modo e fare le cose che a loro appaiono più urgenti. L'euforia iniziale purtroppo scema facilmente perché dietro di loro c'è il deserto. Il negare il ruolo del partito e demonizzandolo ha creato vuoto che non colmerà nessuno. I voti vanno a chi viene pompato (Berlusconi, Grillo ed ora Renzi finché dura e sarà funzionale all'obiettivo della destrutturazione delle poche regole che furono scritte tra il 69 ed il 76 in materia di contratti e di diritti che hanno resistito lo spirare di qualche lustro).
Le cose che solleciti ripeto sono non solo condivisibili, ma è normale che riusciamo a superare il fatidico 4% alle europee ed il giorno dopo riusciamo a farlo diventare niente sia Italia che in Europa!!! per la genialità di un Migliore e di un TSIPRAS??
Michelangelo Timini   
 
   02-09-2014
Cara Lidia e tutt* della lista,
Io e alcune persone a cui passo i tuoi scritti, il Gruppo Sconfinate, i miei figli (li passo anche all'Udi e altre ma non ho cenni di riscontro) troviamo puntuali le tue analisi e utilissime le tue proposte, ma nessuno di noi ha un qualche potere per mettere in piedi un vero dibattito in luoghi che contano e quindi un movimento sul tema. Parlo soprattutto della tua proposta relativa alla sovranità territoriale che s'incontra, come ben sai, con la mia riflessione sulla casa e l'abitare umano.
In questo momento abbiamo abbondanza di analisi dettagliate e svolte con preciso linguaggio tecnico, generalmente molto colte e ben fatte, ma la sensazione è che prima di tutto girano in un micro circuito intellettuale nel quale l'azione politica principale è quella di scrivere libri (anche ottimi) e presentarli e, cosa molto più importante, non raggiungono i soggetti, cioè tutta la gran parte della popolazione, articolata nelle diverse età della vita e nelle diverse collocazioni sociali, che non possiede più strumenti per leggere la propria stessa situazione.
La dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1948 (per quelli della donna abbiamo dovuto aspettare il 1995, almeno per dichiararli) è contemporanea della Nakba, l'inizio della pulizia etnica in Palestina che coincide con la nascita di Israele.
Sulla questione del territorio stiamo glissando da allora, per dirla con eleganza solo perché non ho insulti bastevoli a disposizione.
E vi risparmio la storia precedente che comincia con il 1492, giusto per avere una data di riferimento.
Sono tornata dalla Palestina di nuovo muta e smarrita come nel 2008, ma lì ho avuto anche una grande lezione politica dai Comitati popolari di resistenza Nonviolenta, di cui sappiamo poco o niente, che fanno invece cose straordinarie quotidiane al motto: Esistere è Resistere.
Per la mia piccola Resistenza dopo la Palestina ho dedicato agosto alla rifinitura dello spettacolo QUESTA CASA NON È UN'AZIENDA, insieme a Elisa Forcato, Adriana Giacchetti e Francesca Varsori.
Come Lidia sa, lo spettacolo è dedicato alla sua intuizione relativa all'Economia di riproduzione e partendo dalla crisi del capitalismo propone un cambiamento di paradigma per l'economia.
Manderemo quanto prima la pubblicità e speriamo che a qualcuno interessi perché abbiamo trovato il modo di dire cose difficili in modo semplice, tra risate e commozione.
Abbiamo tutte e tutti di che amareggiarci e non da oggi. Se fossimo stati ascoltati, Lidia prima di tutto e non da oggi, non saremmo in questa situazione, pericolosissima sul piano elle scelte politiche e miserabile su quello dei soggetti politici visibili sulla scena pubblica.
Nel frattempo il peggioramento delle condizioni di vita erode tempi e spazi dell'agire. Avete presente gli/le insegnanti che perdono il posto di lavoro e, pur essendo di ruolo, vengono “deportati” su cattedre lontane da casa che richiedono dispendio economico e di energie? Si tratta di un piccolissimo esempio, ma nel mio “giro” di poche persone due spostamenti di questo genere significano impossibilità di realizzare iniziative sul territorio.
Comunque anche la mailing è un'azione, piccola ma importante. Grazie a chi la rende possibile.
Rosangela Pesenti   
 
   01-09-2014
vado riflettendo sulle sue riflessioni: e mi rendo conto che pur volendo entrare nel merito, la vastità del suo pensiero e la profondità delle sue argomentazioni ben altro spessore richiederebbero, che non quello di un comune cittadino/a. spero si facciano avanti ben altri interlocutori, per un proficuo dibattito e auspicabili conseguenti azioni.
grazie per il suo impegno e per la sua onestà.
maria   
 
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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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