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Enea Sansi. Anch'io, da oggi, in sciopero della fame
Perché ho deciso di sostenere l'azione nonviolenta di Marco Pannella “l'Italia torni a potere in qualche misura essere considerata una democrazia”
 
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   26-06-2011
Caro Enea, ti ammiro e ammiro quanto fai.
Sono con te.
Fra l'altro, come forse già sai, collaboro nel tenere un Laboratorio di Scrittura Creativa presso il Carcere di Opera e mi occupo, ogni volta che posso, di trattare l'argomento carceri, oltre che accettare in questo panorama ogni invito mi venga rivolto come autore o come giornalista.
Bisogna creare sensibilità, e non solo nella politica ma anche e soprattutto presso l'opinione pubblica che in merito è, a mio parere, fortemente acritica in quanto la paura indotta in tutti questi anni, in maniera strumentale, sul tema della sicurezza ha inciso nella coscienza collettiva.
La realtà è dura, sovente crudele, e la situazione è pesantissima sia per le persone detenute sia per gli operatori e coloro che agiscono in nome dello Stato.
Io consiglierei a tutti di leggere, per esempio, "Diritti e castighi" di Lucia Castellano o di scaricarsi la puntata di Report dedicata alle carceri.
Un Paese civile non può più tollerare determinate situazioni.
Ricordiamo qui che Amnesty International ha nel suo mirino d'attenzione quel che accade negli istituti di pena italiani.
Ma, ripeto, la chiave di volta è risensibilizzare l'opinione pubblica abbattendo la trista e triste muraglia di pregiudizi.
Se uno sbaglia deve pagare (la legge dovrebbe valere anche per i potenti), ma deve essere privato della libertà, giammai della dignità. L'itinerario è di rielaborazione, espiazione, recupero, non quello della "tortura"!
Il carcere non può essere una discarica sociale.
Tossicodipendenti, disagiati psichici, clandestini, malati.. che ci fanno in carcere?
Non potrebbero, poi, essere concepite forme di pena alternative, del genere lavori socialmente utili?
Andrebbe tutto ripensato. Senza dimenticare il giusto processo, la certezza della pena e i diritti delle vittime dei vari reati, ma neppure il rispetto degli inalienabili diritti umani. Con civiltà, lungimiranza, umanità.
Questa dovrebbe essere l'aspettativa, questa la via.
Un abbraccio con la più profonda stima e affetto.
Alberto Figliolia
alberto figliolia   
 
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