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Gordiano Lupi. Riforme cubane e capitalismo di stato
 
Commenti presenti : 3 In questa pagina : da 1 a 3
   17-09-2010
i lavoratori che cambieranno posto di lavoro saranno un milione, questo è stato detto il 1° agosto dal presidente raul, ma come è stato ripetuto anche dall'unico sindacato dell'isola non significherà licenziamento.
Di questi lavoratori almeno 6oo mila dovranno scegliere un lavoro statale, ma produttivo, che lo stato offrirà loro tra una gamma di lavori, la rimanente parte, 400 mila, dovrà optare per quello autonomo.
Prima si diceva che il lavoro autonomo era sottovalutato dal governo cubano, per questioni ideologiche, vero, ora si dice che un paese con 11 milioni di persone non è in grado di assorbire 400 mila lavoratori autonomi, che dovranno aggiungersi ai 143 mila presenti fino al 2009. Considera inoltre che si cercherà di far crescere le cooperative di lavoratori e il quadro che si delinea non parla di "riforme borghesi", ma di un tentativo di riformare un sistema, che certamente ora è capitalismo di stato, ma che domani può essere qualcosa di diverso.
nino   
 
   17-09-2010
Le idee chiare io non le ho, infatti non devo governare una nazione. Esprimo delle perplessità, delle sensazioni. Le idee chiare dovrebbe averle Raul Castro, ma credo che anche per lui sia un problema. Ed è molto più grave. A mio modo di vedere queste non sono riforme in senso socialista, ma si tratta di vecchio capitalismo borghese. I lavoratori statali dismessi non si sa che fine faranno. Per ora sono 500.000 ma diventeranno 1.000.000. Attività private? Siamo sicuri che a Cuba ci sia un'economia che possa reggere un numero così alto di lavoratori privati? L'elenco che pubblico è quelo che si trova su PENULTIMOS DIAS e per adesso è questo. Se poi ne faranno uno nuovo vedremo. In ogni caso i limpiabotas ci sono! Vero che lavorare per il governo a 20 dollari al mese non era risolutivo, ma c'erano pur sempre i "vantaggi indiretti" - illegali ma collegati al lavoro - che adesso spariranno... Io ho molti dubbi che si stia lavorando nel senso giusto, ma in ogni caso rispetto chi la vede diversamente, anzi spero proprio che abbia ragione chi ha fiducia!
Gordiano Lupi   
 
   16-09-2010
lupi, le 124 attività da cuentapropista, che pubblichi, sono quelle autorizzate nel 1993.
Sono perciò vecchie.
Infatti non c'è in queste attività la vendita dei prodotti agricoli, recentemente legalizzata.
Questo elenco sarà ampliato con le nuove attività, approvate dal governo cubano.
Le imprese, poi, in joint-venture non sono private, ma miste, con capitale statale maggioritario, come la etecsa, impresa di telecomunicazioni, in cui solo il 29% è nelle mani di telecom italia.Perciò è vero che l'85% dei lavoratori cubani lavora per lo stato.
Dici, addirittura,, che 1 milione di lavoratori sarà licenziato, quando in verità sarà semplicemente spostato da un'attività ministeriale ad una considerata produttiva, costruzioni, agricoltura, attività autonoma.
Un milione di lavoratori senza lavoro sarebbero, infatti, un fatto altamente destabilizzante e proprio per questo impossibile da permettere a cuba.
Prima dici che le riforme economiche sono necessarie, che i salari sono bassi, che raul castro non sta facendo niente, poi contesti lo spostamento dei lavoratori, necessario a permettere alla economia cubana di aumentare la produttività, i salari e di eliminare la doppia moneta.Insomma ho capito, non hai una idea chiara di quelle che dovrebbero essere le riforme economiche a cuba, quello che conta è che queste non vengano realizzate dal governo di raul.
Ti consiglio, perciò, a questo proposito di leggere un gustoso articolo di emilio eichikaua sul suo blog, fa al caso tuo.
nino   
 
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