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Giacomo Cerrai: Letterina con occhio sagace a Maeba Sciutti
 
Commenti presenti : 4 In questa pagina : da 1 a 4
   10-01-2010
Cari tutti, leggo solo oggi, 10 gennaio 2010 alle ore 16.20, cercando su "Google" articoli su Calpestare l'oblio, questi commenti che fanno riferimento a qualche domanda a cui non ho risposto.
Mi pare di capire che si parli di argomenti ai quali ho però già risposto altrove (la questione della strumentalizzazione o della riduzione politica, del risultato estetico delle opere raccolte, della poesia civile - per me definizione giornalistica non reale e tra l'altro questione mai affrontata in tutta questa campagna - e in definitiva della natura della poesia).
Sarò felice di riprendere il discorso e rispondere a tutte le critiche - sacrosante - mosse su Tf, vi chiedo però di inoltrarmi i link attraverso cui leggere cosa avete sino ad ora detto e scritto.
davidenota[chiocciola]alice[punto]it
Davide Nota   
 
   18-12-2009
Commento al commento di Maeba Sciutti su "Giacomo Cerrai: Letterina con occhio sagace a Maeba Sciutti"

*

'A volte ho l'impressione di parlare da sola e di parlarmi addosso.' Ma cara Maeba, è proprio così... è un'impressione! Quando tu parli nel web, tu non stai parlando da sola, mai. C'è sempre qualcuno che ascolta, qualcuno che legge, qualcuno che medita, che assorbe, che se ne nutre, che condivide, o meno, non è questo il punto, anzi, che fa comunque sue le tue parole in qualche modo, a ognuno il suo, ma non necessariamente te le rimpalla, non subito almeno, anzi, è proprio questo il punto, però torneranno, una risposta, una reazione ci sono, ci saranno, se non è ‘l'esigenza del frame, del complimentino-ino fine a se stesso’ che vai cercando e so bene quanto così non sia. Il fatto è che paradossalmente, ma non troppo, in fondo, se ci pensi bene, l’apparente immediatezza del mezzo viene differita, deve esserlo, necessariamente, per un approfondimento, che non potrà invero esserlo se prima quelle parole, quelle riflessioni non diventeranno vita, vissuta e per quella ci vuole tempo e ci vuole anche educazione. Sul primo (il tempo) non abbiamo influenza e non ce n’è uno solo per tutti, ma sul secondo (l’educazione) sì ed è giusto il tuo parlare (solo apparentemente da sola e addosso)! C’è chi nasce grande (non in termini di fama, beninteso, ma di fame, di crescita personale), chi lo diventa e chi può/potrebbe diventarlo e potrà così, solo allora, confrontarsi e lo farà, credimi, lo sta già facendo…

Fabio Barcellandi   
 
   18-12-2009
Cara Maeba Sciutti, vero quanto scrivi sul mio invito al confronto in materia di "poesia on line e impegno". (Vedi 4.XII.2009: "Poeti contro l'oblio. calpestare l'oblio. Tellusfolio con invito e interrogativo" - SCRITTURE & WEB) Nessuno ha risposto. Cosa dedurne? Che al signor DAVIDE NOTA ed agli altri poeti "impegnati" in scia non interessa lo scambio problematico; non gli interessa l'ipotesi che la poesia anti-berlusconiana porti in un cul de sac e che il nuovo impegno neo-neo-realista faccia fiasco esteticamente, nei risultati in versi che poi è quello che conta. Però leggendo in calce che c'è MICROMEGA a sostenere l'iniziativa, in guerra SANTA contro BERLUSCONI, ovvio che lo scambio con un giornale liberale e libertario come Tf sia impossibile. E la poesia? la poesia è strumetalizzata. E i poeti pure. Motivo per cui la prossima volta un comunicato simile lo cestino. Non è più tempo di pionieri togliattiani. E chi non l'ha capito non mi interessa anche se per combinazione ha i gradi di poeta-contro che si è messo sulla giubba realisticamente guerriera. Claudio Di Scalzo

CALPESTANTE IN NOTA
(...) Inoltro in Post scriptum i link del dibattito sollevato dalla prima fase dell’iniziativa, anche grazie al generoso contributo di MicroMega e soprattutto de L’Unità, nella persona del poeta Pietro Spataro, a cui si è poi unita la voce di Flavio Santi da Gli Altri.- Grazie a tutti per l’attenzione. Teniamoci uniti, pur nella naturale dialettica. Davide Nota

Claudio Di Scalzo e i calpestanti in Nota   
 
   18-12-2009
Cher, anche in pubblico non posso e non voglio chiamarti diversamente da come faccio in privato. A volte si mandano dei messaggi esasperati perché sembrano, o si crede che siano, l'unico modo per avere una reazione. Sai che sono stanca di molte cose. Ma il punto non voglio che si fermi sul mio ombelico. La demoralizzazione è l'assenza di dialogo. Su queste pagine Claudio Di Scalzo, poco tempo fa, invitava i poeti di "Calpetare l'oblio" a un dialogo che sarebbe servito, avrebbe spiegato le motivazioni, avrebbe aiutato a capire e a riflettere. (Vedi in SCRITTURE & WEB: Poeti contro l'oblio. Calpestare l'oblio. Tellusfolio con invito e interrogativo. 4.XII.2009) Non ha avuto nessuna risposta. E così in tanti altri casi. Osservo spesso l'assenza di una costruzione. Se si propongono dei testi il riferimento pattina attorno o sulla superficie, difficilmente si cerca di entrare nella poesia e di "riscriverla" (che poi è l'unico modo per mantenerla viva). Osservo più l'esigenza del frame, del complimentino-ino fine a se stesso che la capacità di usare il web per creare, non arte, ma comunicazione sull'arte. E non è colpa delle proposte che ci sono e sono tantissime ma del lettore che manca. O meglio del poeta che non si interessa alla poesia, non a quella altrui e neanche a quella epocale (mestizia!). Certo il web non ha nessuna colpa se non quella di mostrare le tendenze in modo più chiaro, immediatamente recepibile. Il punto è che se io (un io generico) sono stimolata a parlare di testi, poeti, situazioni, a cercare di capire e sventolare quello che vedo sotto gli occhi...sotto gli occhi di chi? C'è davvero qualcuno a cui interessa o è solo un atto onanistico? A volte ho l'impressione di parlare da sola e di parlarmi addosso. Rimangono posti, tu lo sai, dove vale la pena soffermarsi perché c'è un Giacomo Cerrai o un Claudio di Scalzo-TELLUSfolio che invitano a parlare, incoraggiano ad andare dentro al momento e/o al testo. Fanno riflettere sul perché e sull'ora. Peso che sia inutile disperdersi in altri luoghi: se c'è qualcuno che vuole parlare di poesia, in tutti i suoi aspetti, ha già dei riferimenti e quello che posso fare è invitarli a legarsi a questi riferimenti...ma purtroppo continuo a dubitare che il dialogo interessi. Ti abbraccio. MAEBA SCIUTTI

Maeba Sciutti-Risposta a G. Cerrai   
 
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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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