Domenica , 19 Novembre 2017
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Scuola > Manuale Tellus
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Il vento della poesia nelle corde dei violini 
Patrizia Garofalo incontra Roberto Malini
22 Marzo 2012
 

Roberto inizio questo nostro incontro riportando quanto mi scrivesti in merito alla copertina del tuo ultimo lavoro.

Jasmina… Neli… Maria… Diamanta… Mariana… Narcisa…

Dario, io e gli amici che si impegnano per i diritti del popolo Rom abbiamo incontrato, spesso in situazioni drammatiche, le Romnì… le donne Rom che rappresentano il cuore e l’unità della famiglia. Alle loro spalle e intorno a loro, dopo uno sgombero o un allontanamento da parte delle “forze dell’ordine”, paesaggi desolati e silenziosi. Il campo bonificato (distrutto) dalle ruspe e spazi aperti verso cui camminare ancora, alla ricerca di un riparo, prima che scenda la notte. La donna della copertina è lei, la Romnì, condannata dall’ostilità razziale ad aspettare (la riunione del nucleo familiare, il ritorno di chi era in giro per il manghel –l’elemosina– o degli uomini condotti in questura da zelanti poliziotti), per riprendere il viaggio. Un viaggio breve in direzione del posto più vicino dove rifugiarsi oppure un viaggio lungo, verso un’altra città, se nei dintorni, ormai, non vi è più possibilità di riparo. La nostra Romnì attende… ma è già pronta a partire insieme ai suoi bambini, al suo compagno, ai familiari e alla kumpanìa. Il nomadismo non esiste più. Esiste una marcia per la sopravvivenza che non si ferma mai.

Almeno due quindi i piani di riflessione, uno pertinente alla donna come madre, centralità pronta ad accompagnare un cammino di sofferenza, e un altro individuabile nel suo volto senza età che viene a significare il sacrificio continuo di un esilio senza scampo. Se sei d’accordo puoi ampliare il discorso?

La cultura e le tradizioni dei Rom non hanno radici nella fertilità della terra, perché la terra non è mai ferma, sotto i loro piedi costretti a fuggire da un luogo all'altro, per fermarsi – ma solo temporaneamente – su terreni che sono quasi sempre brulli, ostili, avvelenati. Angoli di mondo emarginati come loro. Al centro della vita Rom, invece, vi è la donna, con il suo grembo di madre che è metafora di una nazione ideale, che non ha territorio compatto, ma sopravvive da secoli e secoli all'interno di un mondo avverso. La donna è custode dell'unità familiare, della lingua e delle leggi. A Pesaro ho vissuto con i Rom per più di due anni e non ho mai visto un capofamiglia assumere una decisione importante senza consultare la sua compagna. E se lei diceva no, nessuno riteneva più di intraprendere quell'impresa. Rom e Sinti sono comunità patriarcali, ma la donna è depositaria del loro destino e della loro anima, specie in seno alle tribù più antiche: i Vatrashi, i Kherutno, i Kaldarari, gli Zlatara, i Kolari, i Gabori, i Kazandzhi, i Pletoshi, i Korbeni, i Modorani, i Tismanari, i Lautari, gli Ursari, gli Spoitori...

La Romnì – la donna Rom – è consapevole del fatto che nelle sue vene scorre il sangue antico della sua gente. La scrittrice e poetessa Mariella Mehr, svizzera di nascita, ma Rom Jenische di origine, fu vittima nel suo paese delle politiche di sedentarizzazione forzata. Insieme ad altri 600 bambini, fu sottratta alla madre e consegnata a una famiglia adottiva. Il governo elvetico intendeva, attraverso quella procedura, annientare il nomadismo e le tradizioni Rom. Mariella, però, ritrovò l'orgoglio della propria razza e lo cantò nella sua poesia: «Spesso canta il lupo nel mio sangue / e allora l’anima mia si apre/ in una lingua straniera». Non era più in esilio, ma ritornava alla sua nazione.

Quale il significato o significati del silenzio che a mio avviso esprime sempre valenze multiple?

Il silenzio non è assenza di parola, ma evoluzione della parola verso la pienezza del simbolo, dell'idea. I Rom comunicano con il linguaggio, ma anche con la musica e con il silenzio. La sera, a tavola, si tace e sono le espressioni dei visi a significare se la giornata appena trascorsa è stata felice o triste, se si è inquieti o in pace con se stessi, se si può sostare ancora un po' o è ora di partire. Il mio amico Jacob Vassover, forse l'ultimo artista Yiddish ancora in vita, testimone della Shoah, fu internato nel ghetto di Lodz, in Polonia, prima della deportazione ad Auschwitz. Oltre agli ebrei, i nazisti avevano rinchiuso nel ghetto numerose comunità Rom. Jacob suonava anche il violino e un giorno vide, oltre il cancello che divideva gli ebrei dai Rom, un ragazzo che suonava il suo stesso strumento, con un virtuosismo a cui non aveva mai assistito prima. Jacob e il giovane parlavano due lingue diverse; allora iniziarono a comunicare suonando il violino. Quando smisero di suonare, restarono a fissarsi in viso. Negli occhi del ragazzo Rom il giovane artista ebreo vide una pena infinita, come se fosse consapevole del destino di morte che colpiva il popolo ebraico, nonostante gli aguzzini occultassero la macchina dello sterminio razziale. Anche Jacob aveva gli occhi pieni di lacrime, perché gli ebrei di Lodz sapevano a quale sorte andavano incontro gli “zingari”. Nel loro silenzio, vibrava una solidarietà fraterna, la condivisione di una tragedia a cui nessuno di loro poteva sottrarsi. Ecco che cosa rappresenta, nella mia poesia, il “silenzio dei violini”. Non solo angoscia, ma anche infinito amore per la vita di tutti.

I Rom in realtà sono stati sempre perseguitati. Il nomadismo unito alla lavorazione dei metalli che sembravano originare sortilegi sono stati giudicati dalla chiesa in primis come elementi negativi. È vero?

Sì, è vero. Quando, nel 1300, i popoli europei videro arrivare da Oriente le lunghe carovane di Rom, li definirono “discendenti di Caino”. La gente era sconcertata dalle loro pelli scure, dagli abiti sgargianti che indossavano, dalla lingua incomprensibile che parlavano, dalla presenza fra di loro di domatori e cartomanti. Intorno ai Rom sorsero innumerevoli leggende e dicerie, che in breve si trasformarono in pregiudizi e quindi in avversione. Anche la loro abilità nel forgiare o riparare i metalli fu presto oggetto di calunnie. Si diceva infatti che i chiodi con cui fu crocifisso Gesù fossero stati forgiati da fabbri Rom e che proprio a causa di quei manufatti tutto il popolo Rom fosse stato condannato a peregrinare per l'eternità, senza avere mai un luogo dove fermarsi e mettere su casa.

Una domanda d’obbligo Roberto, cosa senti e come leggi le notizie riguardanti furti, rapine e sfruttamento attribuiti, qualche volta credo realmente, al popolo Rom? E poiché abiti a Milano… qual è la situazione?

I Rom, come tutti i popoli, hanno i loro artisti, i loro eroi e anche i loro ladri. Se non fosse così, non sarebbe un popolo, ma un coro angelico! Le calunnie che vengono rivolte oggi ai Rom sono, invece, le stesse che la propaganda nazista montò contro gli ebrei – e gli stessi Rom – alle soglie dell'Olocausto. Ho la fortuna di aver conosciuto centinaia di famiglie Rom, appartenenti a tutte le tribù e se vi è una costante che ho sempre rilevato, è il grande amore di questo popolo verso i bambini. “Tanti bambini, tanta gioia” recita un detto Rom. Ed è proprio così: le famiglie e l'intera comunità Rom dedicano un'attenzione speciale alla tutela dei bambini, cui vengono trasmesse fin dalla più tenera età le tradizioni secolari e le leggi di quel popolo. A Milano, come in altre città, le comunità Rom sono circondate da discriminazione e odio e spesso sono costrette a vivere di elemosina. Nessun programma socio-sanitario è previsto per loro, che si trovano nel totale abbandono e in una condizione di persecuzione quotidiana, braccati dalle forze dell'ordine e sgomberati dai luoghi in cui riparano e dove costruiscono rifugi di fortuna. La speranza di vita media di una persona Rom a Milano è di 40 anni, contro gli 80 dei milanesi. Un dato che spiega inequivocabilmente la realtà.

È vero anche che nonostante la diffidenza nei confronti del popolo Rom sei stato accolto alla Feltrinelli a Milano da tantissima gente che ha dimostrato attenzione, partecipazione, empatia, commozione… Come leggi questa distonia con quanto abbiamo detto sopra?

Alla Feltrinelli di via Manzoni erano in programma due eventi: la presentazione del libro Il silenzio dei violini – che raccoglie le poesie sui Rom di Paul Polansky e mie – e la mostra “La vita di Rebecca”, che presentava al pubblico una serie di disegni della giovane artista Rom Rebecca Covaciu, che illustrano le fasi della sua giovane vita: gli sgomberi, le continue fughe da una baracca all'altra, da una città all'altra, ma anche i suoi momenti felici, come le feste, gli incontri fortunati, i premi vinti nei concorsi artistici. Il Liceo Artistico “Boccioni” di Milano, presso il quale Rebecca frequenta il primo anno, era fra gli organizzatori dell'evento, che rientrava nell'àmbito dei progetti messi in atto dall'associazione Il razzismo è una brutta storia. L'associazione collabora con le librerie Feltrinelli. Si trattava dunque di un ambiente protetto e di un pubblico consapevole dell'aspetto educativo dell'avvenimento. In ogni caso, tutto si è svolto in un'atmosfera intelligente e positiva ed è auspicabile che i politici intervenuti l'abbiano assorbita e passino da un antirazzismo di facciata a un impegno vero per difendere le minoranze perseguitate. Intorno alla libreria Feltrinelli, tuttavia, la città era la stessa degli ultimi anni: quella Milano che nel recente rapporto Unar sul razzismo in Italia risulta capitale dell'intolleranza.

Da quanta fatica, viaggi, ricerche e amore della verità vengono tutte le documentazioni che hai donato al governo italiano?

Oltre alla mia vicinanza al popolo Rom e alle minoranze oggetto di persecuzione, dedico da tanti anni un impegno appassionato alla memoria della Shoah. Nel corso degli ultimi dodici anni ho acquisito una collezione di circa 200 opere d'arte realizzate da artisti scomparsi nei campi di sterminio nazisti o sopravvissuti alle persecuzioni. È una collezione unica in Europa, che preserva tante importanti opere d'arte provenienti dall'Olocausto, che altrimenti si sarebbero perdute. È stata una ricerca difficile, svoltasi in Europa, Israele, Canada, Stati Uniti, Australia, sulle tracce dei pittori assassinati nei lager e di quelli che hanno continuato a testimoniare l'orrore dello sterminio. Ho donato allo stato italiano la mia collezione, insieme a una biblioteca di libri rarissimi, tutti legati all'arte della Shoah. Le opere e i libri saranno accolti presso il Museo Nazionale della Shoah di Roma.

Hai scelto la poesia per suonare le corde dei violini e restituire dignità ad un popolo… la poesia come la più alta delle arti, la più idonea a strappare dal silenzio realtà negate o debitamente nascoste. La tua è stata una voce forte e vitale… Te ne sei accorto, vero, durante la presentazione?

In genere, quando leggo in pubblico, amo alternare le emozioni e le atmosfere, per condurre l'uditorio all'interno di luoghi immateriali sospesi fra la coscienza e il mondo. Quando la mia voce racconta vicende drammatiche ed emblematiche, connesse ai diritti umani e alla civiltà, è importante che gli ascoltatori escano dallo stato mentale dell'indifferenza e del distacco. I testimoni dei massacri, li ho conosciuti. Le vittime di persecuzioni, le ho incontrate e ho vissuto accanto a loro. Ho visto esseri umani morire, ho visto bambini morire. Ho ascoltato la voce di chi ha subito torture, violenze, sevizie, stupri. Quando leggo in pubblico, quelle persone e le loro tragedie sono nel mio cuore e la mia voce deve vibrare alla stessa intensità del loro dolore, della loro testimonianza. Altrimenti una lettura è solo uno spettacolo, spesso anche noioso. Alla Feltrinelli, però, il clima, come ti ho spiegato, era particolare. L'odio, l'intolleranza, le divisioni si trovavano al di là delle pareti della saletta in cui parlavamo d'arte, di poesia e delle genti Rom e Sinte. Così ho deciso di concentrare il mio discorso sulla forza morale del popolo Rom, sul contributo civile e culturale che da ottocento anni offre all'Europa. E ho letto una poesia che rappresenta il modo che hanno i Rom di guardare il mondo, di accettare i cicli della vita, di pregare: il “Canto di un viaggiatore Ursaro”.

Ora toccherà a te essere nomade con questo libro?

Ti sembrerà singolare, ma dopo tanto tempo di peregrinazione sulle tracce dei Rom, a contatto con la loro realtà che non ha la possibilità di mettere radici in alcun luogo, accanto a bambini, uomini e donne perseguitati eppure sempre pieni di speranza, da qualche tempo ritengo utile fermarmi con frequenza sempre maggiore. Ho una rete di collaboratori dislocata in tutto il mondo: attivisti umanitari che sono in grado di segnalarmi in tempo reale il verificarsi di drammi umanitari. Grazie a questa rete, passo un numero di ore sempre maggiore al computer, per mettere in atto, insieme agli altri difensori dei diritti umani del Gruppo EveryOne – di cui sono co-presidente – le strategie più idonee, sollecitando ora i governi nazionali, ora le istituzioni dell'Unione europea, ora le Nazioni Unite ad agire per salvare vite umane. Ma anche piccole azioni umanitarie come una colletta via internet, la ricerca di un medico o di un legale, il contatto immediato con autorità possono fare la differenza. Naturalmente non rinuncio completamente a essere “nomade”. Gli insediamenti Rom li frequento ancora. I profughi e i migranti in difficoltà li incontro ancora. Però non posso ignorare l'importanza di essere “stabili”, quando è necessario fornire un punto di riferimento ai perseguitati. Con il libro che Paul e io abbiamo scritto, si sarà contemporaneamente in movimento e fermi.

Sono molto felice di averti conosciuto e di frequentarti, grazie Roberto di tutto...

Anch'io sono felice del nostro incontro e della nostra amicizia, che spero resista al tempo, perché mi arricchisce ed è piena di nuove armonie, come una bella poesia.


Articoli correlati

  Radicali Sondrio riprende la raccolta firme
  Patrizia Garofalo. Al parroco di Cornegliano
  Rom: per superare i campi serve il cervello, non le ruspe
  Roberto Malini. Cornigliano e i Rom: ha prevalso l'odio
  Il poeta Roberto Malini al Festival Internazionale di Poesia di Genova nel giorno che ricorda l'Olocausto dei Rom
  EveryOne Group. La “partita dell'antirazzismo” continuerà anche nel 2017
  Roberto Malini. Rom nel vortice dell'intolleranza
  Rom in Toscana: repressione dell'arte, della musica e della poesia
  EveryOne: Roma, città chiusa ai Rom
  EveryOne: Abbiamo tentato di proteggere Leonarda in Italia...
  Radicali Milano. Da domani parte la mobilitazione per il riconoscimento di Rom e Sinti
  Svizzera. Copertina razzista criminalizza il popolo Rom
  Primo Mastrantoni. Rom: Quando non si vuole risolvere un problema
  Roberto Malini. Sgomberi: disumanità made in Italy
  “Via Rubattino n. zero”. Milano, 10-20 maggio 2010
  Marianna Mascioletti. Addio a Paolo Pietrosanti, l'uomo della pioggia
  Mauro Garofalo. Alla fine di ogni cosa, romanzo di uno zingaro
  Parma. Carteggio Malini-Pizzarotti a proposito delle famiglie Rom
  Roberto Malini. Perché il Comune di Milano vuole chiudere il campo Rom di via Idro?
  Roberto Malini. Festa della donna. Un pensiero alle Romnì
  Roberto Malini. La leggenda del Rom che denunciò la polizia
  Contro la repressione giudiziaria dei cittadini indigenti che recuperano oggetti nelle discariche
  La violenza sulle donne Rom
  Alberto Figliolia. Tiziana Maiolo e i Rom
  Milano. Prosegue l'incubo per la famiglia Covaciu, cui le autorità hanno strappato i quattro bambini
  Vetrina/ Roberto Malini. Dal diario di Veta, bambina Rom
  Roberto Malini. Estate tragica per i Rom in Italia
  Gruppo EveryOne. Le ordinanze anti-Rom
  Roberto Malini. A cosa servono i Rapporti sui Rom?
  Roberto Malini. Come è difficile difendere i diritti dei Rom!
  Radicali Sondrio in piazza a favore dei Rom e per il testamento biologico
  Roberto Malini. Combattiamo il razzismo, non i campi Rom!
  Il Rapporto ECRI denuncia l'intolleranza che in Italia colpisce Rom e Sinti
  Pesaro. “Hanno preso mio marito e sono rimasta sola”
  Domanda di grazia al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l'anziano Rom Toma Ciuraru, incarcerato senza colpa
  Roberto Malini. Il diritto... al campo
  Milano. Una maestra di via Rubattino: “Gli sgomberi? Nuova pulizia etnica”
  Roberto Malini. Quanti amici dei rom, in Italia!
  Bologna. Il giudice conferma detenzione per Brenda, mamma Rom
  Pisa: dopo il drammatico sgombero dei Rom
  EveryOne Group. “No allo sgombero dell’insediamento Rom di Cornigliano”
  Persecuzione ed espulsione di massa dei Rom in Italia
  Erveda Sansi. Barò porrajmos e… altre storie “zingare”
  Rom a Milano. Appello internazionale per le famiglie colpite dal rogo di via Bonfadini
  16 maggio 1944: Rivolta nello Zigeunerlager
  Napoli. La via della tolleranza contro corruzione, razzismo e crimine organizzato
  Roberto Malini. Gli sgomberi di famiglie povere ed emarginate sono atrocità istituzionali
  EveryOne: Amnesty International è accanto al popolo Rom
  “Fermare le politiche anti-Rom in Italia”
  Immigrazione e rom. Il genocidio culturale del ministro Maroni?
  Giornalismo e razzismo: commento alle Linee guida sulla Carta di Roma
  Rom e Gagi: abitare insieme la città
  Il sindaco di Legnano sostiene la comunità rom della sua città
  Milano. Neofascisti lanciano pietre contro i Rom di via Dione Cassio
  Roberto Malini. Ancora uno sgombero a Nocera Inferiore. È pulizia etnica
  Vetrina/ Hamza Kashgari. Nel giorno del tuo compleanno...
  Marisa Cecchetti. Roberto Malini, Dichiarazione
  Una poesia di Roberto Malini dedicata ad Anne Frank
  Vetrina/ Roberto Malini. Bello come una stella
  Spot/ Rom: poesia e arte. Con Rebecca Covaciu e Roberto Malini
  Shoah: tavole rotonde, commemorazioni, concerti per ricordare
  In libreria/ Marisa Cecchetti. “Il giardino dei poeti quantici” di Roberto Malini
  Genova. Per ricordare Cesare Mazzolari e completare la scuola nel Sud Sudan
  Roberto Malini. La vita è… una giornata fra poeti
  Roberto Malini/Kujtim Pacaku. Due poeti si incontrano all'alba...
  Il popolo Rom in Italia attraverso l'obiettivo di Steed Gamero
  Roberto Malini. Come si diventa poeti?
  Viareggio. Al Welcome Square anteprima del film “La canzone di Rebecca” di Roberto Malini
  Esopo era ebreo?
  Ravenna, cinema e diritti umani: a Roberto Malini il Premio “Dan Arevalos”
  Genova. Life Festival - Voci a colori: parole che escono dal cor(p)o
  Vetrina/ Roberto Malini. Tortura
  Eventi/ Poesia a Genova
  EveryOne. Un libro italiano di poesie conquista i Rom del Brasile
  Spot/ Genova, Casa America: la poesia di Roberto Malini dall'Italia al Brasile
  Addio, Pesaro. Una videopoesia, un invito a intraprendere un viaggio di civiltà
  Teatro. A Milano, anteprima de “La forchetta di Mastro Scappi”
  Teatro. Prima nazionale de “La forchetta di Mastro Scappi” alla Libera Università di Alcatraz
  Andrea Mancaniello. L'uovo: pura poesia in un film sul valore della vita
  Alfred Breitman. Una poesia di Roberto Malini dedicata ai mendicanti
  Premi e concorsi/ Roberto Malini vince il Premio di poesia “Benfazeja” di San Paolo (Brasile)
  Anteprima/ Paul Polansky, Roberto Malini. Il silenzio dei violini
  Premi e concorsi/ Roberto Malini finalista al Premio internazionale di Poesia “Senghor”
  Ferrara. Poesie sui Rom alla Biblioteca Ariostea
  Premi e concorsi/ Menzione Speciale al Premio Letterario Camaiore 2012 per “Il silenzio dei violini”
  Vetrina/ Roberto Malini. Risoluzione sulla pace
  Alba Montori. La memoria: Grüne Rose
  Vetrina/ Natale è tellus. 2
  Il silenzio dei violini entra nei LibriVivi con la voce di Gino La Monica
  In libreria/ Anteprima: “Bligal di pietra e luce”
  Giorno dell’Indipendenza di Israele a Vercelli
  Vetrina/ Roberto Malini. Il dolore
  In libreria/ Roberto Malini. Dichiarazione
  Ferrara. Il silenzio dei violini alla Biblioteca Comunale Ariostea
  Premi e concorsi/ “Phralipé” 2013 all'attivista umanitario e scrittore Roberto Malini
  Premi e concorsi/ “Nuove Lettere” di Napoli: Roberto Malini finalista
  Vetrina/ Roberto Malini. Fortunati coloro che possono vivere sulla terra
  In libreria/ Patrizia Garofalo. Bligal di pietra e luce: riconoscere il tempo
  C'è una nuova legge in Uganda/ There’s a New Law in Uganda
  Dario Picciau. La poesia di Roberto Malini conquista il Brasile
  Vetrina/ Roberto Malini. Fra i due istanti
  Viareggio. Commozione per il film La canzone di Rebecca e l'inno Rom
  Vetrina/ Roberto Malini. Tatarszentgyoergy
  Vetrina/ Roberto Malini. Un giorno senza vento, A Day Without Wind
  EveryOne Group. Donazione di Roberto Malini a favore del Museo della Shoah di Roma
  Vetrina/ Roberto Malini. Il patto di Malta
  Festa di Carugate: poesia e diritti umani con Roberto Malini
  Vetrina/ Roberto Malini. Su ferite mortali ancora aperte
  “Pan, dio della selva” di Roberto Malini
  “Leggerò versi sulla Shoah per onorare le vittime della strage di Bruxelles”
  Genova, “Onde gravitazionali”: un successo la performance di Roberto Malini
  12 giugno 2014: oggi è il compleanno di Anne Frank
  Roberto Malini: performance di poesia “Il giardino dei poeti quantici”
  Vetrina/ Roberto Malini. Oceano
  Vetrina/ R. Malini e P. Garofalo, A Simone
  Eventi/ La poesia di Roberto Malini va nello spazio con la Nasa
  Vetrina/ Roberto Malini. Il Vangelo di Giuda
  Roberto Malini. I Poeti per i Diritti Umani cantano perché la speranza non muoia
  Giornata della Memoria a Vercelli: le donne della Shoah
  In libreria/ È italiano il primo libro di poesie che uscirà nel 2014
  Vetrina/ Roberto Malini. In memoria del Mahatma Gandhi nell’anniversario della sua nascita
  Vetrina/ Roberto Malini. Silenzio
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA. Cosa ne pensi?

Sono d'accordo. Facciamolo!
 62.6%
Non so.
 1.1%
Non sono d'accordo.
 36.3%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy